L’interconnessione diretta tra i dispositivi per i pagamenti elettronici e i sistemi di memorizzazione dei corrispettivi diventerà operativa nei primi giorni del prossimo mese. Più precisamente, tra il 4 e il 5 marzo, l’Amministrazione finanziaria attiverà la piattaforma telematica destinata ad associare i registratori di cassa con i terminali POS. La novità interessa principalmente commercianti ed esercenti, oltre ai consulenti fiscali che assistono queste categorie professionali. Vincenzo De Luca, responsabile del Settore Fiscalità d’Impresa presso l’organizzazione di categoria, ha fornito chiarimenti sulle modalità operative durante un incontro tecnico dedicato alle procedure di adempimento.
Cosa prevede la legge di Bilancio 2025
Il provvedimento normativo approvato all’inizio dell’anno – per la precisione si tratta della manovra finanziaria pubblicata il 2 gennaio 2026 – stabilisce dal 1° gennaio 2026 l’obbligo di interconnessione tra strumenti di incasso elettronico e apparecchiature per la trasmissione telematica dei dati fiscali. Ma attenzione, perché qui c’è un punto che va chiarito bene: il collegamento non richiede modifiche hardware ai dispositivi già installati. L’integrazione avverrà esclusivamente attraverso un servizio web dedicato, secondo quanto precisato dal direttore dell’Agenzia delle entrate con un provvedimento datato 30 ottobre scorso.
Nella pratica quotidiana degli esercizi commerciali, quindi, nessuno dovrà sostituire i propri apparecchi o acquistare nuove componenti tecnologiche. Il sistema funzionerà mediante accesso a una sezione riservata del portale istituzionale denominata “Fatture e corrispettivi”, dove gli operatori economici, o chi ne cura gli interessi fiscali, dovranno collegare i dati identificativi dei POS già attivi con le matricole dei registratori telematici utilizzati.
Il periodo transitorio per la registrazione
Gli esercenti che avvieranno l’attività commerciale dal 1° gennaio 2026 in poi avranno a disposizione 45 giorni dalla data di attivazione operativa per completare la procedura di abbinamento sulla piattaforma online. Questo margine temporale permette di organizzare con una certa flessibilità gli aspetti amministrativi legati all’avvio dell’impresa, senza incorrere in sanzioni immediate qualora l’associazione non venga perfezionata contestualmente all’apertura.
Per chi invece opera già da tempo, l’iscrizione al nuovo sistema dovrà avvenire entro le prime settimane di marzo, quando il servizio diventerà effettivamente disponibile. Non ci sono al momento indicazioni su eventuali proroghe o scadenze differenziate per settori specifici, anche se – come spesso accade in questi casi – potrebbero emergere chiarimenti aggiuntivi man mano che la fase di implementazione prenderà il via.
L’intervento di Confcommercio sui controlli Covid
Durante l’incontro tecnico organizzato dall’associazione, De Luca ha sollevato questioni che vanno oltre il mero aspetto tecnico dell’integrazione POS-registratori. In particolare, ha richiamato l’attenzione dell’amministrazione finanziaria sulla situazione di numerose imprese che durante l’emergenza sanitaria hanno beneficiato di aiuti pubblici e che successivamente hanno registrato risultati economici negativi negli anni seguenti. Parliamo di aziende che, pur avendo ricevuto ristori legati al Covid, hanno poi chiuso bilanci in perdita, il che solleva dubbi sulla legittimità di quei contributi secondo i criteri di verifica successiva.
A seguito di questo confronto, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha emanato un atto interpretativo ufficiale – riportato su Italia Oggi in data 8 gennaio 2026 – con il quale si chiarisce che i sostegni erogati durante la pandemia non rientrano tra le agevolazioni fiscali tradizionali e non sono soggetti ai controlli tipici delle misure agevolative che concorrono alla determinazione del reddito imponibile. Si tratta, secondo questa lettura ministeriale, di una categoria autonoma di interventi che non può essere equiparata ai benefici fiscali ordinari.
Implicazioni pratiche per commercianti e professionisti
La nuova procedura di abbinamento, pur non richiedendo investimenti in hardware, comporta comunque un adempimento amministrativo che andrà gestito con attenzione. I titolari di partita IVA che utilizzano più POS o più registratori dovranno verificare di associare correttamente ciascun terminale al dispositivo fiscale di riferimento, evitando incongruenze che potrebbero generare segnalazioni automatiche da parte del sistema di controllo.
Chi si avvale di intermediari abilitati – commercialisti, consulenti del lavoro, associazioni di categoria – potrà delegare l’operazione, ma resta comunque necessaria una verifica dei dati inseriti. Non è chiaro al momento se il sistema prevederà notifiche automatiche di conferma o se sarà necessario stampare ricevute di avvenuta registrazione, aspetto che probabilmente emergerà nei prossimi giorni quando la piattaforma sarà effettivamente accessibile.
Vale la pena ricordare che l’obbligo di interconnessione si inserisce in un più ampio percorso di tracciabilità dei pagamenti, già oggetto di discussione negli anni scorsi. La differenza rispetto alle ipotesi iniziali sta proprio nella modalità tecnica: non un collegamento fisico diretto tra i dispositivi, ma un abbinamento anagrafico gestito attraverso il portale dell’Agenzia. Una soluzione che semplifica l’implementazione ma che richiede comunque attenzione nella compilazione dei dati identificativi.
Scenari futuri e possibili sviluppi normativi
Rimangono aperti alcuni interrogativi sull’evoluzione futura di questo sistema. Ad esempio, non è ancora chiaro se l’Amministrazione finanziaria utilizzerà i dati dell’abbinamento per effettuare verifiche automatizzate sulla coerenza tra incassi registrati e transazioni elettroniche, o se si limiterà a una funzione di monitoraggio statistico. Quel che è certo è che la disponibilità di questi dati incrociati potrebbe aprire nuove possibilità di controllo, anche se – almeno per ora – non risultano norme specifiche che disciplinino algoritmi automatici di selezione delle posizioni da verificare.
Un altro aspetto da monitorare riguarda le eventuali sanzioni in caso di mancata registrazione o di associazione errata dei dispositivi. La normativa di base prevede l’obbligo, ma al momento non sono state pubblicate indicazioni dettagliate sulle conseguenze del mancato rispetto, né sulle modalità di regolarizzazione spontanea in caso di errori. Presumibilmente, nelle prossime settimane l’Agenzia fornirà ulteriori precisazioni operative, magari attraverso circolari o risoluzioni che dettaglieranno i profili sanzionatori e le procedure correttive.


