La proroga dei versamenti fiscali per i soggetti ISA è attesa anche per il 2026, con uno schema ormai consolidato che rinvia il termine dal 30 giugno al 20 luglio senza maggiorazione, e al 20 agosto con la maggiorazione dello 0,40%. L’annuncio è stato fatto dal viceministro Maurizio Leo durante un webinar organizzato dalla Fondazione Centro Studi dei Commercialisti, ma il provvedimento ufficiale non è ancora stato adottato. Nel frattempo il software “Il tuo ISA 2026 CPB” è stato reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate, aprendo ufficialmente la stagione dichiarativa. Il vero nodo operativo, però, non è solo il rinvio del pagamento: è la catena di adempimenti che lega il calcolo ISA, la valutazione del concordato preventivo biennale 2026-2027 e la predisposizione delle dichiarazioni. C’è un aspetto che richiede particolare attenzione: il secondo decreto correttivo al concordato (D.Lgs. 81/2025, in vigore dal 13 giugno 2025) ha escluso definitivamente i contribuenti in regime forfettario dal CPB a partire dal periodo d’imposta 2025. Questo non significa che i forfettari siano automaticamente esclusi dalla proroga dei versamenti – questione che dipenderà dal testo del provvedimento 2026 – ma significa che il collegamento tra proroga e concordato non li riguarda più. L’articolo analizza il quadro normativo aggiornato, distingue ciò che è già in vigore da ciò che è stato solo annunciato, e fornisce indicazioni operative per studi professionali, imprese e lavoratori autonomi.
La proroga del versamento delle imposte prende forma
Il termine ordinario per il saldo IRPEF/IRES 2025 e il primo acconto 2026, per i contribuenti interessati dalle dichiarazioni fiscali, resta fissato al 30 giugno 2026. La prospettiva annunciata è quella di un differimento al 20 luglio 2026, senza maggiorazione. Si tratta di uno schema collaudato: negli anni precedenti il legislatore è intervenuto puntualmente con un decreto legge fiscale approvato tra fine maggio e metà giugno. Nel 2025, ad esempio, il DL 84 del 17 giugno 2025 ha prorogato al 21 luglio 2025 – e non al 20 luglio – i versamenti in scadenza il 30 giugno, con possibilità di versamento ulteriore entro il 20 agosto 2025 con la maggiorazione dello 0,40%.
Il secondo canale di pagamento, quello con maggiorazione, dovrebbe anche per il 2026 arrivare al 20 agosto. In questo caso si applicherebbe lo 0,40% a titolo di interesse corrispettivo, come stabilito secondo il meccanismo già noto. Va tuttavia precisato che ogni rinvio annuale richiede una copertura formale specifica – non si tratta di una proroga automatica – e che la data esatta potrebbe scivolare al 21 luglio 2026 per effetto di coincidenze con giorni festivi, come già accaduto nel 2025.
Il punto operativo è semplice solo in apparenza. Chi applica gli ISA deve calcolare l’indice sintetico di affidabilità fiscale, valutare eventuali benefici premiali, verificare la proposta CPB e, solo dopo, chiudere i conteggi dichiarativi. Se il software arriva tardi, tutta la catena si sposta. La proroga, quindi, non è un favore: è una conseguenza organizzativa pressoché inevitabile.
Il software ISA 2026 CPB è disponibile
L’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile “Il tuo ISA 2026 CPB”, il programma che consente di compilare, calcolare e trasmettere gli ISA allegati ai modelli Redditi 2026. Il software è utilizzato anche per la proposta di concordato preventivo biennale 2026-2027. Rispetto alle attese – il D.Lgs. 13/2024 prevedeva la disponibilità entro il 15 aprile – il rilascio ha accusato un ritardo significativo.
La disponibilità tecnica del programma non risolve automaticamente il problema dei tempi. Anzi, lo rende più concreto. Gli studi professionali devono scaricare le precalcolate, controllare le deleghe, importare i dati contabili, verificare anomalie, gestire casi di esclusione, simulare il punteggio ISA e valutare la proposta CPB. Una disponibilità tecnica a metà maggio non significa, nella prassi, lavorazioni già mature.
Si consideri un’impresa individuale con ricavi soggetti a ISA, contabilità ordinaria e rimanenze da riclassificare. Il software consente il calcolo, certo. Ma il dato va prima costruito, poi va letto e, in diversi casi, va anche spiegato al cliente. Il rilascio del programma apre la fase operativa, non la conclude.
Chi rientra nel rinvio
Il perimetro naturale della proroga riguarda i soggetti che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale. Dentro questo gruppo rientrano imprese e professionisti per i quali il modello ISA è parte integrante del modello Redditi 2026. Rientrano normalmente anche i soggetti con cause di esclusione dagli ISA – come, ad esempio, chi ha iniziato o cessato l’attività nel corso del periodo d’imposta – purché esercitino un’attività per la quale gli ISA sono stati approvati.
La questione si allarga, come spesso accade, ai soggetti collegati. Nella prassi dei rinvii per i soggetti ISA sono stati normalmente considerati anche i soci di società trasparenti interessate dal differimento: soci di società di persone, collaboratori di imprese familiari, coniugi che gestiscono aziende coniugali, componenti di associazioni tra artisti o professionisti, soci di S.r.l. trasparenti (regime ex art. 116 TUIR), quando il reddito deriva da un soggetto che applica gli ISA.
La questione dei contribuenti in regime forfettario merita un chiarimento importante. Il secondo decreto correttivo al concordato (D.Lgs. 81/2025, in vigore dal 13 giugno 2025) ha definitivamente escluso i forfettari dal CPB a partire dal 1° gennaio 2025, abrogando gli articoli da 23 a 33 del D.Lgs. 13/2024. I forfettari non applicano gli ISA e non aderiscono al concordato. La loro eventuale inclusione nella proroga dei versamenti 2026 dipende, pertanto, esclusivamente dalla formulazione del provvedimento che la formalizzerà: nelle proroghe degli anni passati erano stati espressamente inclusi, ma non è una conseguenza automatica. Scrivere oggi che i forfettari rientrano certamente nel rinvio sarebbe una forzatura normativa.
Le scadenze da monitorare
La distinzione tra scadenze ordinarie, scadenze attese e misure ancora in discussione è fondamentale in questa fase. La tabella riepiloga lo stato di ciascun adempimento.
Un contribuente ISA con saldo e primo acconto pari a 18.000 euro potrebbe trovarsi davanti a due opzioni: pagare entro il 20 luglio 2026, se la proroga sarà confermata, oppure versare entro il 20 agosto con lo 0,40%. In questo secondo caso l’aggravio sarebbe pari a 72 euro, che va sommato a eventuali rateazioni, interessi e altri carichi fiscali estivi. Una rateizzazione del saldo, peraltro, può essere pianificata a partire dalla prima scadenza prorogata, con rata mensile.
Il collegamento con il concordato preventivo biennale
La proroga del versamento delle imposte per i soggetti ISA è strettamente connessa al concordato preventivo biennale, disciplinato dal D.Lgs. 13/2024 come modificato dal D.Lgs. 108/2024 (primo correttivo) e dal D.Lgs. 81/2025 (secondo correttivo, in vigore dal 13 giugno 2025). Il CPB richiede una proposta elaborata dall’Agenzia delle Entrate: il contribuente la valuta, e da quella scelta derivano effetti sul reddito concordato, sul valore della produzione netta IRAP e sulla gestione dei controlli. Non è un semplice allegato dichiarativo.
Durante il webinar organizzato dalla Fondazione Centro Studi dei Commercialisti sono emerse alcune ipotesi di ulteriore revisione dell’istituto per il biennio 2026-2027. Le più rilevanti riguardano:
- l’estensione da uno a due anni del beneficio della riduzione dei termini di accertamento collegata al regime premiale ISA;
- la possibilità di tenere conto del beneficio da iperammortamento nella determinazione del reddito proposto;
- un tetto percentuale agli incrementi della proposta CPB per i contribuenti con punteggio ISA inferiore a determinate soglie;
- il possibile spostamento del termine di adesione al CPB 2026-2027 dal 30 settembre al 31 ottobre 2026.
Queste misure sono ancora in fase di valutazione parlamentare e tecnica. Non sono operative. Non devono essere presentate come già in vigore.
Il nodo dei contribuenti con voto ISA basso
Una delle modifiche ipotizzate riguarda i contribuenti con punteggi ISA non elevati. Per i soggetti con voto da 1 a 6, la proposta di reddito CPB non dovrebbe superare del 35% il reddito dichiarato e rettificato secondo le regole degli articoli 15 e 16 del D.Lgs. 13/2024. Per chi supera 6 ma resta sotto 8, l’incremento massimo dovrebbe fermarsi al 30%.
La ratio è chiara. Un concordato che produce proposte troppo distanti dalla realtà dichiarata diventa poco attrattivo e viene scartato, soprattutto se il maggior reddito concordato non appare sostenibile rispetto ai flussi effettivi. Questo è il punto politico e tecnico insieme: il CPB funziona solo se la proposta viene percepita come ragionevole, non necessariamente conveniente.
Va tuttavia ricordato che il D.Lgs. 81/2025 ha già introdotto, per il biennio 2025-2026, un meccanismo di incremento progressivo del reddito proposto calibrato sul punteggio ISA: 5% per chi ha ISA pari a 10, fino al 50% per punteggi inferiori a 3. Le ulteriori modifiche annunciate si inseriscono in questo quadro già parzialmente ridisegnato.
Il regime premiale e la riduzione degli accertamenti
Il regime premiale ISA, già disciplinato dal D.Lgs. 13/2024, consente l’accesso a benefici specifici al ricorrere delle condizioni di affidabilità fiscale. Tra questi rientra la riduzione dei termini di accertamento. L’ipotesi anticipata al webinar è di portare il vantaggio da uno a due anni. Per molti contribuenti questo potrebbe pesare più dello stesso differimento del pagamento delle imposte.
La ragione è evidente: una finestra di accertamento più breve riduce l’esposizione nel tempo. Per imprese e professionisti con contabilità complessa – magazzini, ritenute, IVA, operazioni infragruppo – la stabilità temporale ha un valore concreto. Naturalmente il beneficio non va confuso con uno scudo: l’affidabilità ISA non elimina i controlli, ma li rende più selettivi e coerenti con il profilo fiscale del contribuente.
Infografica




