Con il provvedimento n. 208057 del 14 luglio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha aperto la campagna di lettere di compliance sugli ISA per il periodo d’imposta 2024, cioè la dichiarazione dei redditi 2025, individuando 25 tipologie di anomalia costruite incrociando i dati del modello ISA con Certificazioni Uniche, fatture elettroniche e anagrafe tributaria. Le comunicazioni, disponibili solo nel Cassetto fiscale e non accertamenti in senso proprio, riguardano i titolari di partita IVA che hanno applicato gli ISA per tutto il triennio 2022-2024, con l’esclusione dei forfettari e di chi ha aperto l’attività negli ultimi due anni. Il tempismo, a due settimane dalla sospensione feriale che dal 1° agosto blocca l’invio di nuove missive, sovrappone questi controlli alla scadenza del 20 luglio per i versamenti, lasciando ai contribuenti la possibilità di chiarire l’anomalia tramite lo specifico software gratuito o di regolarizzarla con il ravvedimento operoso.
Il provvedimento del 14 luglio 2026 e la base normativa
Mancano due settimane alla sospensione feriale e l’Agenzia delle Entrate accelera: con il provvedimento n. 208057 del 14 luglio 2026, adottato in attuazione dell’articolo 1, commi 634-636, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, parte l’invio delle lettere di compliance ai titolari di partita IVA che applicano gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA). Al centro dei controlli ci sono le anomalie riscontrate nella dichiarazione dei redditi 2025, riferita al periodo d’imposta 2024. Un tempismo che non passa inosservato tra contribuenti e intermediari, già alle prese con una stagione dichiarativa piuttosto densa.
Chi riceve le lettere e chi resta escluso
Le comunicazioni riguardano i titolari di partita IVA soggetti alla disciplina ISA – professionisti, lavoratori autonomi, ditte individuali, società di persone e di capitali – che hanno applicato gli indici per tutte le annualità coinvolte dal criterio di controllo, cioè il triennio 2022-2024. Restano fuori i contribuenti in regime forfettario, che non compilano il modello ISA, così come chi ha aperto la partita IVA nel 2023 o nel 2024 e non ha quindi uno storico triennale completo. Sono previsti ulteriori scarti tecnici, tra cui i soggetti deceduti alla data di elaborazione e, per specifiche casistiche, i contribuenti in liquidazione.
Le 25 anomalie oggetto di controllo
Il provvedimento allega un elenco dettagliato delle anomalie oggetto di controllo, che secondo l’Allegato 1 raggiungono le 25 tipologie. Tra gli esempi più ricorrenti figurano le incoerenze nella gestione del magazzino, le esclusioni ISA non giustificate per non normale svolgimento dell’attività e la mancata corrispondenza tra i dati dichiarati e quelli risultanti dalla Certificazione Unica. La vera novità di quest’anno è la tipologia 25, che incrocia gli incarichi dichiarati nel quadro C del modello ISA con il numero di clienti distinti a cui il professionista ha emesso fattura elettronica, un criterio pensato per intercettare i committenti – come i privati o i colleghi forfettari – che non producono mai una Certificazione Unica.
Nessuna anomalia nasce da un controllo sui conti del contribuente: tutte derivano dal confronto tra quanto dichiarato nel modello ISA e quanto l’Agenzia già possiede da altri archivi, dalle Certificazioni Uniche alle fatture elettroniche fino all’anagrafe tributaria. Le anomalie vengono individuate anche incrociando fonti informative relative a più periodi d’imposta: non un controllo isolato sull’anno corrente, ma una lettura che tiene conto della storia fiscale del contribuente. Quando emergono più irregolarità, la lettera ne riporta al massimo tre, selezionate tra quelle a maggior rischio.
Non è un accertamento: dove si consulta la lettera
È importante chiarire che la lettera di compliance non è un accertamento: non contiene importi da pagare e non ha una scadenza perentoria, ma segnala un’incoerenza che l’Agenzia ha già rilevato, lasciando al contribuente la possibilità di correggerla o di spiegarla prima che diventi un atto formale. Le lettere non arrivano come allegati via email o PEC: vengono messe a disposizione all’interno del Cassetto fiscale, nella sezione “Consultazioni – ISA/studi di settore – Comunicazioni anomalia”, accessibile dall’area riservata del portale dell’Agenzia. Possono consultarle anche gli intermediari delegati; se il contribuente lo ha scelto in fase di presentazione della dichiarazione, la comunicazione arriva anche all’intermediario tramite Entratel.
Notifiche PEC e rischio phishing
Un avviso personalizzato compare nell’area riservata del sito, e viene comunicato anche via PEC se il contribuente ha registrato il proprio indirizzo di posta certificata. L’Agenzia ha specificato le caselle mittenti, proprio per evitare equivoci o tentativi di phishing: complianceISA1@pec.agenziaentrate.it e complianceISA2@pec.agenziaentrate.it. Il dettaglio delle anomalie non compare mai nel testo dei messaggi e va sempre recuperato nel Cassetto fiscale; è bene sapere, inoltre, che le caselle da cui parte l’avviso non sono abilitate a ricevere risposte: replicare alla PEC o all’email non produce alcun effetto giuridico.
Come rispondere: software e ravvedimento operoso
Chi riceve la comunicazione ha a disposizione uno strumento gratuito, il software di compilazione anomalie 2026, messo online dall’Agenzia delle Entrate. Serve a fornire chiarimenti e precisazioni, inviando un testo libero con tutti gli elementi che il contribuente ritiene utili a spiegare l’anomalia segnalata, ed è l’unico canale in cui la posizione del contribuente entra nel fascicolo. Lo stesso canale è utilizzabile dagli intermediari incaricati della trasmissione delle dichiarazioni.
Se invece la lettera segnala un errore effettivo, la strada resta quella della regolarizzazione spontanea. In questi casi si può applicare il ravvedimento operoso sulle sanzioni dovute, secondo le regole dell’articolo 13 del D.Lgs. n. 472/1997: una via che, nella prassi, conviene sempre valutare prima che il controllo si trasformi in un accertamento vero e proprio, dato che la riduzione delle sanzioni si assottiglia con il passare del tempo.
| Passaggio | Dove/come |
|---|---|
| Notifica dell’anomalia | Cassetto fiscale, sezione Consultazioni ISA + eventuale PEC |
| Dettaglio dell’anomalia | Consultabile solo nel Cassetto fiscale, non nei messaggi PEC |
| Chiarimenti al Fisco | Software di compilazione anomalie 2026 (non tramite risposta a PEC/email) |
| Errore confermato | Regolarizzazione con ravvedimento operoso (art. 13, D.Lgs. 472/1997) |
Il tempismo a ridosso della sospensione feriale
Al netto degli aspetti tecnici, il tempismo dell’operazione lascia perplessi più di un osservatore. I controlli sugli ISA relativi alla dichiarazione dei redditi 2025 partono a ridosso della sospensione feriale, prevista dall’articolo 10 del D.Lgs. n. 1/2024 dal 1° agosto alla fine del mese (e replicata a dicembre), che blocca l’invio di atti, comunicazioni e lettere di compliance da parte dell’Agenzia in quel periodo. La tregua estiva, pensata per alleggerire il carico su contribuenti e intermediari, viene di fatto preceduta da un’accelerazione nell’invio delle missive, proprio nelle settimane più critiche.
Non va dimenticato, infatti, che le lettere arrivano mentre le partite IVA soggette agli ISA devono fare i conti con la scadenza del 20 luglio per il versamento delle imposte. Due adempimenti che si sovrappongono, in un periodo dell’anno già di per sé denso di scadenze; la sospensione riguarda l’invio di nuovi atti, non i tempi di reazione del contribuente, che quindi potrebbe affrontare le ferie con una segnalazione aperta nel Cassetto fiscale e lo studio del commercialista chiuso fino a settembre.
Chi ha partita IVA e applica gli ISA farebbe bene a controllare periodicamente il proprio Cassetto fiscale nelle prossime settimane, anche in assenza di notifiche PEC, dato che l’avviso personalizzato compare comunque nell’area riservata. Se emerge un’anomalia, conviene valutare con il proprio commercialista se si tratta di un errore reale, da correggere con il ravvedimento operoso, oppure di un’incongruenza spiegabile, da chiarire tramite il software dedicato. Aspettare non conviene mai, tanto meno a ridosso delle ferie.




