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Cassetto fiscale profilato per ogni contribuente: la nuova agenda fiscale 2026-2028

3 Marzo, 2026

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Il Ministero dell’economia ha firmato il 25 febbraio 2026 il documento che traccia la rotta del fisco italiano per il triennio 2026-2028. Portale su misura per ciascun contribuente, dichiarazione precompilata estesa a tutti, pagamenti ricorrenti con addebito diretto in conto corrente. E poi controlli mirati, lotta alle frodi, anagrafe dei proprietari immobiliari e più interoperabilità tra le banche dati. L’atto di indirizzo del ministro Giancarlo Giorgetti – firmato ai sensi della legge n. 111/2023 sulla riforma fiscale – detta un’agenda precisa a Dipartimento delle Finanze, Agenzie fiscali e Guardia di finanza.

Il portale profilato: ognuno vede il suo

L’idea di fondo è semplice, anche se realizzarla non lo è affatto. L’accesso al sito dell’Agenzia delle Entrate dovrà essere personalizzato in base al profilo dell’utente che si collega. Un lavoratore dipendente troverà subito le funzioni che gli servono – il 730, i rimborsi, la situazione dei pagamenti. Un’impresa o un professionista atterrerà su una schermata diversa, con i registri IVA, le liquidazioni periodiche e gli strumenti di business. L’obiettivo dichiarato è una «compliance fiscale a costi ragionevoli», una formula tecnica che vuol dire semplicemente questo: fare le cose giuste con il fisco non dovrebbe costare tempo e denaro eccessivi.

Il cassetto fiscale, in quest’ottica, dovrà contenere sempre più informazioni, fruibili non solo dal diretto interessato ma anche dagli intermediari abilitati (commercialisti, consulenti del lavoro, CAF). Un’impostazione genuinamente orientata al servizio – quello che in gergo si chiama approccio “customer oriented” – che l’Agenzia guidata da Vincenzo Carbone è chiamata a rendere operativa nel triennio di riferimento.

Versamenti ricorrenti con addebito in conto corrente

Tra le novità più attese dai professionisti c’è l’evoluzione del sistema di pagamento delle imposte ricorrenti. Il documento del MEF prevede il potenziamento e la diffusione dello strumento già introdotto dall’art. 17 del D.Lgs. n. 1/2024 (decreto Adempimenti): per i versamenti periodici e predeterminati – si pensi alle liquidazioni IVA trimestrali, agli acconti IRPEF o alle rate di rateizzazione dei debiti fiscali – è possibile richiedere l’addebito diretto sul conto corrente, in modalità telematica, tramite il meccanismo denominato “I24”.

È un salto di qualità rispetto all’attuale sistema, dove ogni F24 va compilato e trasmesso singolarmente. La logica è la seguente: il contribuente o l’intermediario autorizza preventivamente l’addebito; l’Agenzia delle Entrate inoltra poi le deleghe di pagamento alla banca del contribuente alle singole scadenze, richiedendo l’addebit sul conto indicato. Meno margini di errore, meno dimenticanze, meno sanzioni per tardività. I professionisti devono tuttavia tenere presente un limite operativo rilevante: con questa modalità non è possibile utilizzare in compensazione i crediti d’imposta che, alla data futura prestabilita di versamento, non siano più utilizzabili, anche per effetto di contestazioni riguardanti la loro inesistenza.

Su un altro fronte altrettanto rilevante – quello dei rimborsi IVA – l’atto di indirizzo è esplicito: la lavorazione tempestiva delle istanze di rimborso dovrà diventare un impegno strutturale, allineando i tempi italiani alle best practice europee. Rimborsi più veloci significano liquidità più rapida per le imprese, soprattutto quelle che esportano e accumulano crediti IVA.

Dichiarazione precompilata: verso la generalizzazione

Sul fronte della semplificazione dichiarativa, la direzione è chiara. La precompilata non è più un’opzione per una platea ristretta: il MEF vuole che diventi la modalità ordinaria per tutti i contribuenti, persone fisiche in testa. L’obiettivo è la «progressiva generalizzazione» del modello precompilato, un percorso già avviato ma che ora riceve una spinta esplicita dal vertice politico, in attuazione della legge n. 111/2023.

Per i lavoratori dipendenti e i pensionati, il modello precompilato è già una realtà consolidata. Adesso tocca allargare la platea. Imprese e professionisti potranno avvalersi di dichiarazioni sempre più complete, con i dati già inseriti dall’Amministrazione: registri IVA, liquidazioni periodiche, dichiarazione annuale. Chi oggi compila il 730 senza partita IVA potrà farlo in modo ancora più semplice; chi ha redditi diversi da quelli di lavoro dipendente o pensione – categorie finora escluse o parzialmente escluse dal meccanismo semplificato – sarà gradualmente incluso.

Non è un dettaglio tecnico. Ogni errore di compilazione che viene evitato grazie alla precompilazione ha un doppio effetto: riduce il rischio di sanzioni per il contribuente e aumenta il gettito per l’erario, perché meno errori significa meno evasione involontaria e meno costi di rettifica.

Meno modelli, meno errori: il circolo virtuoso

L’atto di indirizzo lega esplicitamente la diffusione delle precompilate a un obiettivo di recupero di gettito. Il MEF è convinto che l’utilizzo massivo delle dichiarazioni già predisposte consentirà di «ridurre in modo rilevante gli errori di compilazione», con conseguenze positive sul recupero delle imposte effettivamente dovute. In sostanza: meno errori non significa solo meno sanzioni, ma anche meno evasione – quella non intenzionale, che spesso passa inosservata.

Sul versante dei rimborsi fiscali, una dichiarazione elaborata più in fretta accelera l’intero processo. L’Amministrazione può lavorare i crediti tributari prima, restituire liquidità al sistema produttivo più velocemente. Un circolo virtuoso che ha riflessi concreti sulla cassa delle imprese.

Catasto e anagrafe dei titolari: il giro di vite sul mattone

L’atto di indirizzo riserva un capitolo significativo al catasto e all’emersione degli immobili non aggiornati. Il MEF prevede la realizzazione di una Anagrafe dei titolari – uno strumento che incrocerà le banche dati per far emergere case irregolari e redditi nascosti, con possibilità di controllo esteso ad altri 24 Paesi. In parallelo, saranno attuate le verifiche previste dalla legge di bilancio 2024 sulla presentazione della dichiarazione di variazione catastale per le unità immobiliari che hanno beneficiato degli incentivi edilizi di cui all’art. 119 del D.L. n. 34/2020 – Superbonus, Ecobonus e Sismabonus. Lo strumento operativo sarà l’invio di comunicazioni ai contribuenti inadempienti, nell’ottica del ravvedimento operoso e della compliance spontanea, prima di procedere ai controlli formali.

Dogane: AI e banche dati per gli operatori autorizzati

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – guidata da Roberto Alesse – riceve dal documento un mandato preciso sul fronte degli Operatori Economici Autorizzati (OEA). Si tratta di un programma europeo di compliance doganale che certifica le imprese che rispettano elevati standard di affidabilità nelle operazioni con l’estero. I benefici sono concreti: controlli doganali ridotti, procedure semplificate, tempi di sdoganamento più rapidi.

Il MEF chiede all’Agenzia di potenziare le banche dati e di applicare l’intelligenza artificiale per monitorare il comportamento degli operatori certificati. L’obiettivo è duplice. Da un lato, diffondere la conoscenza dell’istituto OEA tra le imprese italiane, favorendo la partecipazione al programma e aumentando la competitività di chi opera nel commercio internazionale in modo regolare. Dall’altro, rafforzare l’interoperabilità tra i sistemi informativi a supporto dei controlli preventivi, così da intercettare prima le anomalie e concentrare le verifiche dove il rischio è più elevato.

La Guardia di finanza: priorità e selettività

Le Fiamme Gialle ricevono indicazioni chiare sulla strategia di contrasto all’evasione: azione «mirata e selettiva», concentrata sui comportamenti che causano il maggior danno all’erario. Non un rastrellamento indiscriminato, ma una selezione precisa dei target.

L’elenco delle priorità è articolato. Al primo posto ci sono le frodi IVA – fenomeno che in alcune filiere raggiunge dimensioni sistemiche – e le indebite compensazioni di crediti d’imposta fittizi, in particolare quelli collegati a fondi del PNRR. La circolazione di crediti inesistenti è diventata negli ultimi anni un meccanismo di evasione sofisticato, che sfrutta la complessità del sistema dei bonus edilizi e degli incentivi pubblici.

Nella lista compaiono anche la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, le somministrazioni irregolari di manodopera e i distacchi di personale non genuini – pratiche usate per abbattere il costo del lavoro sottraendosi alle norme contributive. E poi il lavoro sommerso, che rimane una delle voci più pesanti del tax gap italiano, e le grandi manovre di evasione e elusione fiscale internazionale, terreno su cui la cooperazione tra amministrazioni fiscali di Paesi diversi è diventata sempre più indispensabile.

Area Intervento previsto Riferimento normativo
Portale Entrate Accesso profilato per tipo di contribuente Atto di indirizzo MEF 25/02/2026
Versamenti ricorrenti (I24) Addebito diretto in conto corrente (telematico) Art. 17 D.Lgs. n. 1/2024 (decreto Adempimenti)
Rimborsi IVA Accelerazione dei tempi di lavorazione Atto di indirizzo MEF 25/02/2026
Precompilata Estensione progressiva a tutte le persone fisiche L. n. 111/2023 (delega fiscale)
Modello 730 Apertura ai soggetti senza reddito da lavoro dipendente L. n. 111/2023
Catasto – Anagrafe titolari Emersione immobili non aggiornati, controlli Superbonus Art. 119 D.L. 34/2020; L. bilancio 2024
Dogane – OEA Potenziamento AI e banche dati Atto di indirizzo MEF 25/02/2026
GdF – frodi IVA/PNRR Contrasto selettivo e mirato Atto di indirizzo MEF 25/02/2026

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