Con il messaggio n. 1337 del 21 aprile 2026, l’INPS ha comunicato la messa a regime definitiva del progetto Gestione Integrata Indebiti – OpenRI, sviluppato nell’ambito del PNRR. Il nuovo servizio digitale, accessibile dal portale istituzionale www.inps.it come “Visualizzazione indebiti”, consente a chiunque abbia ricevuto somme indebitamente erogate dall’INPS di consultare la propria posizione debitoria, simulare piani di rateizzazione e presentare la domanda di rateazione interamente online – senza passare dagli sportelli – fino a un massimo di 72 rate mensili. La disciplina distingue tre categorie di indebito (propri, civili e di condotta) con limiti e condizioni differenti, e affonda le radici nell’art. 52 della L. 88/1989 e nell’art. 13 della L. 412/1991. Un percorso triennale di digitalizzazione che oggi raggiunge il suo punto di arrivo.
Cos’è un “indebito” INPS
Prima di capire come funziona il servizio, vale la pena chiarire il concetto di “indebito”: si tratta di somme che l’INPS ha erogato a un soggetto senza che ve ne fosse il diritto, o in misura superiore a quanto spettante.
Pensate a un pensionato a cui l’INPS ha calcolato la pensione in modo errato per un paio d’anni, pagando 200 euro al mese in più del dovuto. Oppure a chi ha percepito la NASpI – l’indennità di disoccupazione – e poi ha trovato un lavoro senza comunicarlo tempestivamente all’Istituto. O ancora al caso, non raro nella prassi, di una pensione continuata a essere accreditata sul conto corrente anche dopo la morte del titolare. In tutti questi casi l’INPS matura un credito nei confronti del beneficiario (o degli eredi), e quel credito prende il nome di “indebito”.
Il quadro normativo di riferimento
La disciplina degli indebiti previdenziali ha una struttura normativa stratificata. Il punto di partenza è l’art. 52, comma 2, della L. 9 marzo 1989, n. 88, che costituisce la norma primaria in materia: le somme erogate in base a formale e definitivo provvedimento dell’ente, viziato da errore di qualsiasi natura imputabile all’INPS, non sono ripetibili – salvo il caso di dolo dell’interessato.
L’art. 13 della L. n. 412/1991 ne rappresenta l’interpretazione autentica: chiarisce che la sanatoria prevista dall’art. 52 L. 88/1989 opera in relazione alle somme corrisposte a seguito di errore dell’ente erogatore, a condizione che l’indebita percezione non sia dovuta a dolo dell’interessato. In altri termini, se l’errore è dell’INPS e il beneficiario era in buona fede, le somme percepite non devono essere restituite.
A completare il quadro:
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Circolare INPS n. 47 del 16 marzo 2018: fornisce la disciplina organica delle categorie, dei criteri di recupero e dei limiti di rateizzazione
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Determinazione presidenziale n. 123 del 26 luglio 2017: approva il Regolamento che disciplina le fasi antecedenti all’iscrizione a ruolo, incluse le condizioni per la rateizzazione
Le tre tipologie di indebito: categorie e limiti
Il punto cruciale – e spesso poco noto ai beneficiatori – è che non tutti gli indebiti vengono trattati allo stesso modo. L’INPS distingue tre tipologie, e da questa classificazione dipendono la possibilità di ottenere la rateizzazione, il numero massimo di rate concedibili e l’applicazione degli interessi.
Indebiti propri
Sono quelli generati da cause oggettive, interne al rapporto previdenziale stesso: errori nel calcolo della prestazione, variazioni reddituali che modificano l’importo spettante, ricostituzioni pensionistiche che hanno prodotto un pagamento in eccesso. La responsabilità non è attribuibile al beneficiario, e questo si riflette nel trattamento più favorevole: la rateizzazione può arrivare fino a 72 rate mensili, senza necessità di dimostrare difficoltà economiche.
Indebiti civili
Nascono da cause esterne al procedimento di liquidazione della prestazione, che però incidono sul diritto a percepirla. Esempio tipico: una sentenza favorevole al percettore, poi riformata in appello, che aveva dato origine all’erogazione. Oppure la pensione di reversibilità percepita da chi non ne aveva titolo per ragioni legate allo stato civile. Il piano di rientro si ferma a 36 rate, e la rateizzazione può essere accordata solo per comprovate situazioni socio-economiche (art. 2, Determinazione n. 123/2017).
Indebiti di condotta
Sono i più delicati sotto il profilo giuridico. Qui è presente un elemento comportamentale attribuibile al beneficiario: un’omissione, una dichiarazione incompleta, un’informazione non comunicata che avrebbe dovuto esserlo. Chi ha continuato a riscuotere una prestazione sapendo di non averne più diritto rientra in questa categoria. La rateizzazione massima scende a 24 rate, è subordinata a comprovate difficoltà economiche, e su questo tipo di indebito si applicano gli interessi legali ai sensi dell’art. 1282 del codice civile, decorrenti dalla data dei singoli pagamenti.
| Tipologia | Causa principale | Esempio pratico | Rate max | Note |
|---|---|---|---|---|
| Indebito proprio | Errore oggettivo di calcolo o verifica reddituale | Pensione calcolata in eccesso per variazione ISEE non rilevata | 72 | Nessuna condizione economica richiesta |
| Indebito civile | Causa esterna al rapporto previdenziale | Pensione di reversibilità percepita da soggetto privo di titolo per motivi di stato civile | 36 | Richiede comprovata situazione socio-economica |
| Indebito di condotta | Omissione o dichiarazione incompleta del beneficiario | NASpI percepita dopo ripresa di attività lavorativa non comunicata | 24 | Richiede comprovata situazione socio-economica + interessi ex art. 1282 c.c. |
Come funziona il servizio OpenRI
La rateizzazione degli indebiti INPS online è ora gestita attraverso il progetto “Gestione Integrata Indebiti – OpenRI“, sviluppato nell’ambito del PNRR. Il servizio è raggiungibile dal portale istituzionale www.inps.it cercando la voce “Visualizzazione indebiti” nell’area servizi.
L’accesso richiede l’autenticazione digitale tramite SPID di livello almeno 2, CIE di livello 3, CNS oppure credenziali eIDAS. Una volta effettuato l’accesso, la piattaforma mostra all’utente:
- l’elenco completo degli indebiti accertati a suo carico
- il dettaglio di ciascuna pratica: importo, motivazione e natura dell’indebito
- gli eventuali piani di recupero già attivi
- la cronologia degli eventi di gestione della pratica
- i recuperi già effettuati mediante compensazione con crediti vantati
- Non è obbligatorio presentare subito la domanda. Il sistema consente prima di tutto di simulare diversi scenari: l’utente può variare il numero di rate e l’importo mensile per visualizzare il piano di ammortamento corrispondente. Solo dopo, se lo ritiene, può procedere con la sottoscrizione della richiesta di rateazione direttamente online. Il pagamento avviene tramite avvisi PagoPA.
Eccezioni e casistiche particolari
Il messaggio n. 1337/2026 precisa che il servizio è operativo per la quasi totalità delle casistiche, ma restano alcune eccezioni: situazioni particolarmente complesse o che richiedono una valutazione individuale da parte dell’Istituto continuano a richiedere il supporto delle strutture territoriali INPS.
L’Istituto non elenca in modo esaustivo questi casi, ma la prassi consolidata indica tra le eccezioni tipiche le posizioni soggette a procedura esecutiva già avviata o quelle interessate da contenzioso in corso.
Gli interessi: dilazione e mora
Un aspetto pratico da non sottovalutare: la rateazione comporta l’applicazione degli interessi di dilazione al tasso vigente al momento della presentazione della domanda. Conviene dunque non attendere troppo prima di presentare la domanda, se si ha intenzione di rateizzare.
Per gli indebiti di condotta, si applicano in aggiunta gli interessi legali ex art. 1282 del codice civile, decorrenti dalla data dei singoli pagamenti indebiti. Questa duplice applicazione (interessi di dilazione + interessi legali) rende questa tipologia significativamente più onerosa rispetto alle altre due.
La storia del progetto: tre anni di digitalizzazione
Il progetto “Gestione Integrata Indebiti” non è nato con il messaggio del 2026. Il percorso di digitalizzazione del recupero crediti INPS è iniziato nel giugno 2023, con il messaggio n. 2457 del 30 giugno 2023, che ha presentato per la prima volta il servizio “Recupero Indebiti” – allora limitato alla sola consultazione della posizione debitoria.
A novembre 2023, con il messaggio n. 4068 del 16 novembre 2023, è partita la fase sperimentale della rateizzazione online: la funzionalità era inizialmente circoscritta agli indebiti da prestazioni pensionistiche, assistenziali e da ammortizzatori sociali accertati dopo il 1° settembre 2011.
Da quel momento il progetto è cresciuto progressivamente, estendendo la platea e le funzionalità. Il messaggio del 21 aprile 2026 segna la messa a regime definitiva: il servizio è ora aperto a tutte le tipologie di indebito, senza il precedente limite temporale al 2011, con le sole eccezioni già richiamate. Si tratta del punto di arrivo di un percorso triennale che ha trasformato una procedura tradizionalmente vincolata agli sportelli fisici in un processo completamente telematico.



