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Esodati Transizione 5.0, verso il ripristino delle risorse: 1,5 miliardi annunciati e credito rafforzato

2 Aprile, 2026

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La vicenda degli esodati Transizione 5.0 sembra avviarsi verso una correzione significativa dopo il taglio operato dal DL 38/2026. Secondo quanto emerso dal tavolo convocato al MIMIT il 1 aprile 2026, il Governo sarebbe orientato a confermare i 1,3 miliardi già previsti e ad aggiungere altri 200 milioni, con l’effetto di riportare su livelli molto più elevati il beneficio per le imprese rimaste senza copertura, pur in attesa del passaggio normativo definitivo nella conversione del decreto e dei chiarimenti operativi.

Cosa è successo agli esodati Transizione 5.0

Dopo una lunga fase di scarso utilizzo, il piano Transizione 5.0 ha registrato un forte aumento delle domande in seguito alla semplificazione delle procedure, fino all’esaurimento delle risorse il 6 novembre 2025. Anche dopo quella data, però, le imprese hanno continuato a trasmettere le comunicazioni fino al 27 novembre, ottenendo l’ammissibilità tecnica senza la certezza del riconoscimento del credito d’imposta.

È in questo contesto che si è formato il bacino degli “esodati”, quantificato nell’articolo in circa 7.400 imprese. La legge di bilancio 2026 aveva previsto 1,3 miliardi per dare copertura a questa platea, ma il quadro è poi cambiato con il decreto-legge fiscale n. 38 del 27 marzo 2026.

Cosa ha previsto il DL 38/2026

Secondo la ricostruzione riportata nel testo, il DL 38/2026 ha ridotto in modo significativo la copertura destinata agli esodati, riservando 537 milioni e riconducendo il beneficio al 35% di quanto originariamente prenotato. Lo stesso articolo segnala inoltre l’esclusione, in quella versione, degli investimenti in fonti di energia rinnovabile e di quelli in formazione.

Si tratta del passaggio che ha provocato la reazione più dura delle associazioni datoriali, perché ha inciso su imprese che avevano già avviato l’iter nella finestra successiva all’esaurimento dei fondi originari.

La correzione annunciata il 1 aprile

Al tavolo convocato presso il MIMIT il 1 aprile 2026, con la partecipazione dei ministri Adolfo Urso e Tommaso Foti, del viceministro Maurizio Leo e delle principali associazioni datoriali, è stata annunciata una correzione dell’impianto definito pochi giorni prima. In base a quanto riferito nell’articolo, verrebbero confermati i 1,3 miliardi già previsti in manovra e si aggiungerebbero altri 200 milioni, portando la dotazione complessiva a 1,5 miliardi di euro.

Sul piano dell’intensità dell’agevolazione, il testo riferisce che la copertura prospettata salirebbe al 90% per gli investimenti in beni strumentali e al 100% per pannelli fotovoltaici e fonti di energia rinnovabile. Lo stesso articolo, tuttavia, precisa che non si tratterebbe ancora della copertura teoricamente integrale e ricorda che la formalizzazione tecnica dovrebbe passare nella conversione in legge del decreto.

Fase Dotazione esodati Assetto del beneficio Stato
Legge di bilancio 2026 1,3 miliardi Copertura prevista per la platea degli esodati Assetto originario
DL 38/2026 del 27 marzo 2026 537 milioni 35% del credito originariamente prenotato, con esclusione di FER e formazione secondo il testo Norma approvata in prima battuta
Tavolo MIMIT del 1 aprile 2026 1,5 miliardi 90% per beni strumentali, 100% per FER e fotovoltaico Annuncio politico-istituzionale da tradurre nel testo normativo

Da dove arrivano le risorse

L’articolo evidenzia correttamente un punto che merita prudenza: l’origine contabile delle risorse aggiuntive non è ancora spiegata in modo analitico. Le dichiarazioni riportate attribuiscono i fondi a previsioni già effettuate e a sacrifici interni al quadro di finanza pubblica, ma senza l’indicazione puntuale delle poste di bilancio utilizzate.

Per una testata specializzata, questo è un passaggio importante, perché la tenuta della copertura finanziaria incide sulla credibilità dell’intervento e sulla sua effettiva stabilità.

Il nuovo piano con iperammortamento

Nel testo si dà conto anche della nuova architettura della Transizione 5.0 basata sull’iperammortamento, indicata come misura triennale fino a settembre 2028. Sempre secondo la ricostruzione dell’articolo, il DL 38/2026 avrebbe rimosso il vincolo del “Made in Europe” e incrementato la dotazione di 1,4 miliardi, portandola da 8,4 miliardi iniziali a quasi 10 miliardi nel periodo 2026-2028.

Anche qui, però, la formulazione più corretta è prudenziale: il viceministro Leo parla di iter rapido e di possibile operatività entro i primi dieci giorni di maggio, mentre Urso conferma l’invio del decreto interministeriale entro la fine della settimana. Fino al completamento dell’iter, dunque, è preferibile parlare di misura in via di attuazione e non di strumento già pienamente operativo.

Le reazioni delle associazioni

Le principali associazioni datoriali hanno accolto positivamente l’annuncio, pur con accenti differenti. Confindustria parla di “via giusta”, Confartigianato di “certezza ridata alle imprese”, Confesercenti apprezza lo sforzo del Governo, mentre altre organizzazioni colgono l’occasione per riaprire il tema della rappresentanza e della governance del confronto.

La reazione favorevole, quindi, non cancella del tutto le tensioni emerse nei giorni precedenti e conferma che il dossier resta politicamente sensibile.

Cosa resta da chiarire

Il punto decisivo, sul piano tecnico, è che la soluzione annunciata il 1 aprile 2026 deve ancora consolidarsi nel percorso normativo. Lo stesso articolo riconosce che la correzione dovrebbe passare nella conversione del DL 38/2026 e che rimangono da definire con precisione le modalità operative, soprattutto per il trattamento delle FER, della formazione e per la concreta fruizione del beneficio da parte degli esodati.

Per questo la lettura più corretta, allo stato, è la seguente: il Governo ha annunciato il ripristino di una copertura molto più ampia rispetto al taglio originario, ma l’efficacia pratica della soluzione dipenderà dal testo definitivo della legge di conversione e dai successivi provvedimenti attuativi.

 

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