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Rottamazione quater

La rottamazione quinquies sana tutto e blocca i pignoramenti della PA

28 Novembre, 2025

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Il meccanismo della rottamazione 5 sembra destinato ad allargarsi, raccogliendo in un unico percorso sia la definizione agevolata dei debiti fiscali sia la tutela per chi lavora con la pubblica amministrazione. Il punto che emerge dal testo diffuso durante i lavori preliminari alla manovra è chiaro: nel momento in cui il contribuente presenta l’adesione, le somme dovute dalla PA al fornitore non possono più essere trattenute o bloccate per compensare le pendenze con il fisco. Un cambio di prospettiva che nella prassi eviterebbe situazioni paradossali, come l’erogazione sospesa per anni mentre le procedure di recupero proseguono. Sembra inoltre che lo stesso criterio venga esteso anche ai rimborsi fiscali superiori a 500 euro. Se il contribuente aderisce alla rottamazione 5, l’amministrazione non potrà più trattenere in compensazione il rimborso maturato, finché la definizione agevolata non avrà completato il suo iter. Un punto che molti operatori attendevano da tempo.

🕒 Cosa sapere in un minuto

  • La rottamazione 5 blocca i pignoramenti e le trattenute dei pagamenti dovuti dalla PA ai contribuenti che aderiscono.
  • La stessa protezione si applica ai rimborsi fiscali superiori a 500 euro.
  • Durante la definizione agevolata, la PA non può compensare i propri debiti con i ruoli in riscossione.
  • La misura è inserita nella bozza della legge di bilancio 2026 e attende conferma definitiva.
  • Obiettivo dichiarato: ridurre conflitti e accelerare flussi finanziari verso imprese e professionisti.

La rottamazione 5 e la tutela sui pagamenti pubblici

È opportuno notare come la manovra punti a evitare sovrapposizioni tra accertamenti, riscossione e pagamenti della pubblica amministrazione. La dinamica, in fondo, è semplice. Se un fornitore aspetta da mesi il saldo di una prestazione e allo stesso tempo ha debiti iscritti a ruolo, l’adesione alla definizione agevolata sospende la possibilità per la PA di trattenere quanto dovuto.

La misura, formulata in modo piuttosto lineare, riprende quanto già accaduto con le precedenti edizioni della rottamazione, ma con un campo di applicazione più ampio. Il testo richiama infatti il lavoro delle commissioni parlamentari e le prime interpretazioni dottrinali, che hanno sottolineato come la ratio sia quella di favorire l’adempimento spontaneo, senza ostacolare i flussi finanziari verso imprese e professionisti.

I rimborsi fiscali oltre 500 euro seguono lo stesso percorso

In questa cornice, i rimborsi fiscali assumono un ruolo decisivo. L’Agenzia delle Entrate, nei casi in cui si superi la soglia dei 500 euro, di norma verifica la posizione del contribuente e procede con eventuali compensazioni per saldare ciò che risulta pendente. Con l’ingresso nella rottamazione 5, però, la compensazione non può essere attivata.

Si consideri un contribuente che attende un rimborso IVA e presenta l’adesione alla definizione agevolata dei ruoli. Fino al consolidamento del perfezionamento, il rimborso non potrà essere bloccato per recuperare i debiti oggetto di rottamazione. Questo crea un effetto di respiro finanziario che potrebbe rivelarsi rilevante soprattutto nei settori dove la liquidità è spesso un tema delicato.

Stato della norma e prossimi passaggi

Secondo quanto ricostruito dal confronto parlamentare, la previsione dovrebbe trovare spazio nella versione definitiva del disegno di legge di bilancio 2026. I tecnici hanno segnalato alcune variabili applicative, ma il principio di fondo non sembra in discussione. Anche perché, come spesso accade, l’obiettivo primario è evitare conflitti tra uffici e ridurre il contenzioso amministrativo.

Resta da verificare se la rottamazione 5 verrà confermata nei tempi annunciati e se il suo perimetro verrà ulteriormente ampliato. Nelle ultime settimane sono circolate ipotesi di apertura anche ai contribuenti che hanno piani di pagamento già in corso con le definizioni precedenti, ma questo fronte appare ancora in fase di valutazione.

Quadro di sintesi degli effetti concreti

La rottamazione 5 si presenta quindi come uno strumento capace di incidere sui rapporti tra contribuente e amministrazione pubblica. Non solo consente di regolare pendenze pregresse con un percorso più sostenibile, ma impedisce anche che i pagamenti della PA vengano trattenuti nel frattempo. Un passaggio chiave per ridurre l’attrito tra imprese e fisco, soprattutto quando la PA è debitrice e il contribuente, allo stesso tempo, sta cercando di regolarizzare la propria posizione.

L’impressione, almeno per ora, è che il legislatore voglia distinguere nettamente tra chi aderisce alla definizione e chi, invece, resta inadempiente. Un modo per incentivare chi sceglie di chiudere i debiti in via agevolata e garantire continuità ai rapporti con le amministrazioni.

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