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Centro CONI: domande di adesione ASD e SSD entro il 10 settembre 2026

Centro CONI: domande di adesione ASD e SSD entro il 10 settembre 2026

26 Agosto, 2026

Il CONI ha pubblicato l’avviso pubblico per l’adesione al progetto “Centro CONI, Orientamento e Avviamento allo Sport” per la stagione 2026/2027, rivolto alle associazioni e società sportive dilettantistiche (ASD e SSD) che lavorano con bambini e ragazzi tra i 5 e i 14 anni. Dal 16 luglio 2026 le domande si presentano sulla piattaforma dedicata, che resterà attiva fino alle ore 23:59 del 10 settembre 2026. Il bando richiede requisiti precisi: iscrizione ai registri sportivi nazionali, disponibilità di un impianto idoneo, esperienza comprovata nel settore giovanile e un numero adeguato di educatori tecnico sportivi qualificati. Chi aderisce entra in un percorso che unisce l’attività invernale del Centro CONI agli Educamp estivi, con formazione gratuita per i propri tecnici. Prima di candidarsi, però, ASD e SSD devono verificare con attenzione la propria posizione nei registri sportivi, oggi in fase di transizione tra il vecchio sistema CONI e il nuovo Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche, perché un’iscrizione irregolare può precludere la partecipazione.

Che cos’è il progetto Centro CONI, Orientamento e Avviamento allo Sport

Il Centro CONI è un format promosso dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano per offrire ai più giovani un percorso educativo multidisciplinare, distribuito lungo l’intero anno. Nella stagione invernale il progetto si chiama “Centro CONI, Orientamento e Avviamento allo Sport”; in quella estiva prosegue con gli Educamp CONI, i centri estivi promossi dallo stesso comitato. L’obiettivo dichiarato non è selezionare futuri campioni, ma far sperimentare ai bambini e ai ragazzi tra i 5 e i 14 anni diverse attività motorie, pre sportive e sportive, con metodologie didattiche pensate per l’età di ciascun partecipante. L’idea di fondo è che, prima di specializzarsi in una disciplina, un bambino tragga beneficio da un ventaglio ampio di stimoli motori: corsa, equilibrio, coordinazione, gioco di squadra, prima di orientarsi verso uno sport specifico.

Il progetto interessa due platee distinte ma collegate. Da un lato le famiglie, a cui viene offerta un’attività strutturata e qualificata per orientare i figli verso la pratica sportiva più adatta. Dall’altro le ASD e le SSD che aderiscono al Format Centro CONI, che ottengono un canale di visibilità istituzionale e, soprattutto, l’accesso a un percorso di formazione gratuita e qualificante riservato ai propri tecnici. Per un piccolo club dilettantistico, che raramente dispone di budget per l’aggiornamento professionale degli istruttori, questo aspetto pesa quanto il prestigio del marchio CONI.

Chi può presentare domanda e quali requisiti servono

L’avviso pubblico individua cinque requisiti che l’associazione o la società sportiva dilettantistica deve possedere per poter aderire. Non sono alternativi: il bando li richiede tutti insieme, e la loro assenza anche solo parziale compromette l’ammissibilità della domanda.

Requisito Che cosa comporta in pratica
Iscrizione ai registri sportivi Iscrizione valida per l’anno in corso al Registro Nazionale delle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche del CONI e/o al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (RASD).
Impianto sportivo Disponibilità di una struttura dotata di attrezzature adeguate all’attività prevista dal Format Centro CONI, anche tramite convenzione con enti locali o soggetti privati.
Esperienza nel settore giovanile Attività sportiva già svolta con i giovani, comprovata con una dichiarazione sostitutiva di atto notorio del legale rappresentante.
Educatori tecnico sportivi Personale in numero adeguato, con laurea in Scienze Motorie, diploma ISEF (Istituto Superiore di Educazione Fisica, il vecchio percorso di studi oggi confluito nelle lauree in Scienze Motorie) o qualifica di tecnico federale, oltre a esperienza documentabile nel settore giovanile.
Impegno al modello multidisciplinare Dichiarazione di impegno a realizzare concretamente il programma multidisciplinare previsto dal Format Centro CONI.

Sul requisito degli educatori, l’avviso è particolarmente puntuale: non basta un titolo di studio astratto. Chi coordina le attività deve dimostrare conoscenze e competenze specifiche per il ruolo di educatore tecnico sportivo e un’esperienza consolidata e documentabile nel lavoro con i giovani. È un dettaglio che le ASD e le SSD più piccole, spesso guidate da volontari con qualifiche eterogenee, devono verificare con anticipo, prima di avviare la candidatura, per non trovarsi a raccogliere documentazione all’ultimo momento.

Le dichiarazioni sostitutive: una responsabilità diretta del legale rappresentante

Tre dei cinque requisiti, l’esperienza nel settore giovanile, la disponibilità di educatori qualificati e l’impegno al modello multidisciplinare, non richiedono l’allegazione di certificati o attestati specifici in sede di domanda, ma una dichiarazione sostitutiva di atto notorio resa dal legale rappresentante dell’ASD o della SSD, ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. Si tratta della dichiarazione con cui un soggetto attesta, sotto la propria responsabilità, fatti e circostanze di cui ha diretta conoscenza, senza bisogno di autentica quando è diretta a una pubblica amministrazione o a un gestore di servizio pubblico, come nel caso del CONI. La semplificazione documentale non riduce però la responsabilità di chi firma: dichiarare requisiti che l’associazione non possiede realmente espone il legale rappresentante alle conseguenze penali previste dall’articolo 76 dello stesso testo unico per le dichiarazioni mendaci, oltre a esporre l’ente al rischio di revoca dell’adesione in caso di controlli successivi.

Il quadro normativo: la riforma dello sport e i registri delle ASD e SSD

Il requisito dell’iscrizione ai registri non è un dettaglio formale, ma la porta d’accesso a qualunque rapporto tra un’ASD o una SSD e il sistema sportivo pubblico, compreso il progetto Centro CONI. Il quadro attuale è frutto della riforma dello sport avviata con la legge delega 8 agosto 2019, n. 86 e attuata da un pacchetto di decreti legislativi tra cui il decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 36, che ha riordinato la disciplina degli enti sportivi professionistici e dilettantistici e del lavoro sportivo, e il decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 39, che ha istituito il Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (RASD). Il decreto legislativo 36/2021 è stato successivamente corretto e integrato dal decreto legislativo 5 ottobre 2022, n. 163, con ulteriori interventi di adeguamento tecnico negli anni successivi, a conferma di una materia che il legislatore ha continuato ad affinare anche dopo l’entrata in vigore della riforma.

Il RASD ha sostituito progressivamente il precedente Registro delle società e associazioni sportive dilettantistiche tenuto direttamente dal CONI. È gestito dal Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei ministri, che si avvale a questo scopo della società Sport e Salute Spa. L’iscrizione al RASD certifica, a tutti gli effetti di legge, la natura dilettantistica dell’ente sportivo e condiziona l’accesso al regime fiscale agevolato, alle esenzioni sui compensi dei collaboratori sportivi e alla contribuzione previdenziale agevolata. Proprio perché la transizione tra il vecchio registro CONI e il nuovo RASD non si è ancora conclusa in modo uniforme per tutte le realtà dilettantistiche, il bando del Centro CONI ammette in modo esplicito entrambe le iscrizioni come titolo valido, purché in corso di validità per l’anno sportivo in corso. Le ASD e le SSD che non hanno ancora completato il passaggio al RASD, o che nutrono dubbi sulla propria posizione, dovrebbero verificarla per tempo, per non rischiare l’esclusione dalla candidatura per un problema puramente formale.

Come e quando presentare la domanda

La candidatura si presenta esclusivamente per via telematica, attraverso la piattaforma dedicata al progetto, raggiungibile all’indirizzo areacentroconi.coni.it. Non sono previste altre modalità di invio, come la posta elettronica certificata o la consegna a mano. Il portale ha iniziato a raccogliere le domande dal 16 luglio 2026 e resterà attivo fino alle ore 23:59 del 10 settembre 2026: superato questo orario, la piattaforma non consente più l’invio di nuove candidature e non risultano previste proroghe. Le ASD e le SSD interessate farebbero quindi bene a completare la procedura con margine di anticipo, evitando di ridursi agli ultimi giorni: un problema tecnico sulla piattaforma o un documento mancante scoperto all’ultimo momento potrebbero precludere la partecipazione per l’intera stagione 2026/2027.

L’avviso pubblico, nella parte resa disponibile online, non indica un numero massimo di ASD e SSD ammissibili né un punteggio di selezione tra le domande. L’adesione al Format Centro CONI si perfeziona comunque attraverso una convenzione con il Comitato regionale CONI territorialmente competente, che segue l’invio della candidatura: è quindi prudente considerare la domanda come il primo passo di un percorso che si conclude solo con la firma di quell’accordo, non come un’iscrizione automatica.

Che cosa comporta l’adesione per l’associazione e per i tecnici

Per l’ASD o la SSD che ottiene l’ammissione, l’adesione al Centro CONI significa impegnarsi a realizzare concretamente, e non solo sulla carta, il programma multidisciplinare previsto dal Format. Significa quindi mettere a disposizione l’impianto dichiarato in domanda, garantire la presenza degli educatori tecnico sportivi indicati e seguire le linee guida metodologiche fornite dal CONI per l’attività con bambini e ragazzi. In cambio, l’associazione entra in un circuito che dura l’intero anno sportivo, dalla stagione invernale fino agli Educamp estivi, e che offre ai propri tecnici un percorso di formazione qualificante senza oneri economici a carico del club.

Questo aspetto merita attenzione particolare per le realtà associative di piccole dimensioni, spesso strutturate sul lavoro volontario di dirigenti e istruttori. La formazione gratuita per gli educatori rappresenta un investimento in competenze che l’associazione non dovrebbe altrimenti sostenere di tasca propria, e che può tradursi in una qualità dell’offerta sportiva superiore rispetto ai concorrenti che restano fuori dal circuito. Al tempo stesso, l’adesione comporta un impegno organizzativo concreto per l’intera stagione: prima di candidarsi conviene quindi valutare con realismo se l’associazione dispone davvero, non solo sulla carta, delle risorse umane necessarie a sostenere il programma per tutti i mesi previsti.

Che cosa devono controllare subito le ASD e le SSD interessate

Chi intende partecipare al bando dovrebbe procedere con una verifica preliminare puntuale, prima ancora di accedere alla piattaforma di candidatura. Il primo controllo riguarda la posizione nei registri: verificare che l’iscrizione al Registro CONI o al RASD sia effettivamente valida per l’anno sportivo in corso, e non scaduta o sospesa per irregolarità non ancora sanate. Il secondo controllo riguarda la disponibilità documentale sugli educatori tecnico sportivi: raccogliere in anticipo titoli di studio, qualifiche federali ed elementi che comprovino l’esperienza nel settore giovanile, così da poter rendere con cognizione di causa la dichiarazione sostitutiva richiesta dal bando. Il terzo controllo riguarda l’impianto sportivo: se l’associazione non dispone di una struttura propria, occorre verificare che la convenzione con l’ente locale o il soggetto privato proprietario sia formalizzata e valida per l’intera durata del progetto.

Solo dopo aver messo in ordine questi tre profili ha senso avviare la compilazione della domanda sulla piattaforma areacentroconi.coni.it, entro il termine del 10 settembre 2026. Le associazioni che rimandano questa verifica a ridosso della scadenza rischiano di scoprire troppo tardi una lacuna documentale che, con qualche settimana di anticipo, sarebbe stata facilmente colmabile.

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