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Registratore telematico e ferie: come gestire la chiusura estiva

Registratore telematico e ferie: come gestire la chiusura estiva

13 Agosto, 2026

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Chiudere l’attività per le ferie estive non richiede alcuna comunicazione preventiva all’Agenzia delle entrate. L’esercente non deve neppure accendere il registratore telematico ogni giorno per trasmettere una chiusura con corrispettivi pari a zero: il dispositivo è pensato per gestire da solo i periodi di inattività, anche quelli prolungati.

Nessuna chiusura giornaliera durante le ferie

Secondo quanto previsto dall’articolo 2 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, che disciplina la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi, quando l’esercizio resta chiuso e non si effettuano operazioni non ci sono dati da memorizzare. Non serve, quindi, inviare ogni giorno un flusso a importo zero solo per segnalare l’assenza di incassi.

Le specifiche tecniche dei registratori telematici prevedono espressamente le interruzioni dovute a ferie, riposo settimanale, chiusura stagionale o altri eventi non collegati a un malfunzionamento del dispositivo. Alla prima trasmissione successiva alla riapertura, il registratore elabora automaticamente un unico file con i dati a importo zero relativi a tutti i giorni per cui non è stata eseguita la chiusura giornaliera. L’esercente non deve ricostruire né comunicare separatamente ciascuna giornata di inattività.

Chiusure superiori a 12 giorni: il codice 608

Per le interruzioni più lunghe, il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate 18 gennaio 2023, n. 15943, e le relative specifiche tecniche hanno introdotto una funzione dedicata: in caso di inattività superiore a 12 giorni, o di durata non determinabile in anticipo, il registratore telematico consente di inviare l’evento “fuori servizio”, identificato dal codice 608, con causale “magazzino/periodo di inattività”.

Si tratta però di una possibilità, non di un obbligo. Le specifiche tecniche richiedono che il dispositivo renda disponibile la funzione, ma non impongono che venga utilizzata dal tredicesimo giorno di chiusura in poi. Il codice può essere trasmesso direttamente dal registratore oppure tramite la procedura online nell’area riservata del portale Fatture e Corrispettivi, dove la comunicazione resta comunque facoltativa.

Un esempio concreto: un bar chiude per ferie dal 10 al 28 agosto, quindi per 19 giorni. Il titolare può scegliere di comunicare lo stato “fuori servizio” tramite il codice 608 prima di partire, oppure può semplicemente lasciare il registratore spento e non fare nulla: in entrambi i casi non commette alcuna violazione. Alla riapertura, se non ha usato il codice 608, il dispositivo genererà comunque il file riepilogativo con i corrispettivi a zero per tutto il periodo.

C’è però una differenza pratica da segnalare al cliente. Per le chiusure oltre i 12 giorni, il sistema dell’Agenzia delle entrate individua l’assenza prolungata di trasmissioni come un’anomalia e, se il codice 608 non è stato usato, può inviare una comunicazione (di norma via PEC) con richiesta di chiarimenti, a cui basta rispondere spiegando il periodo di chiusura. Non si tratta di una sanzione, e la posizione si sana comunque con il file a corrispettivi zero generato alla riapertura: ma comunicare il “fuori servizio” prima di partire evita all’esercente il fastidio di dover rispondere a una richiesta di chiarimenti a distanza di tempo.

La ripresa dell’attività non richiede comunicazioni

Anche il rientro dalle ferie è privo di adempimenti specifici. Se l’esercente non ha utilizzato il codice 608, il registratore telematico gestisce da solo il periodo senza corrispettivi alla prima trasmissione utile dopo la riapertura. Se invece era stato comunicato lo stato “fuori servizio”, il dispositivo torna automaticamente “in servizio” con la prima trasmissione successiva, senza bisogno di inviare una distinta segnalazione di riattivazione.

In sintesi, per chi va in vacanza

La soglia dei 12 giorni individua semplicemente le situazioni in cui è disponibile la funzione dedicata alle inattività prolungate, ma non fa nascere un nuovo adempimento: la mancata trasmissione del codice 608 non configura, di per sé, alcuna violazione. Durante la pausa estiva, quindi, non vanno effettuate chiusure giornaliere a zero e non è obbligatorio avvisare preventivamente l’Agenzia delle entrate, neppure per le chiusure più lunghe. Resta comunque consigliabile usare il codice 608 per le chiusure oltre i 12 giorni, non per obbligo ma per evitare l’eventuale richiesta di chiarimenti legata alla gestione automatica delle anomalie.

Situazione Obbligo di comunicazione
Chiusura fino a 12 giorni Nessuna comunicazione, nessuna chiusura giornaliera a zero
Chiusura oltre 12 giorni Codice 608 disponibile ma facoltativo (consigliato per evitare richieste di chiarimenti)
Riapertura Nessuna comunicazione: il RT gestisce il periodo alla prima trasmissione utile

Infografica

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