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Business digitali sotto la lente del fisco: influencer e creator nel mirino GdF

18 Febbraio, 2026

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La Guardia di finanza si prepara a intensificare i controlli sui modelli di business digitale. Nel 2026 l’attenzione delle Fiamme Gialle si concentrerà su influencer, blogger e digital content creator, figure professionali che negli ultimi anni hanno fatto registrare una crescita esponenziale sul mercato italiano. A renderlo noto è la circolare di programma per l’attività di polizia economico-finanziaria del prossimo anno, un documento che delinea le priorità operative e individua i settori considerati maggiormente esposti a rischi di irregolarità fiscali e fenomeni di economia sommersa.

Le tre aree prioritarie individuate dalla circolare

Secondo quanto emerge dal documento programmatico, la Guardia di finanza articolerà il proprio intervento su tre direttrici fondamentali. La prima riguarda proprio la tutela del mercato dei capitali e dei beni e servizi – un’area che comprende anche il contrasto alle attività imprenditoriali occulte svolte tramite piattaforme digitali. L’obiettivo dichiarato consiste nell’assicurare un assetto di legalità economico-finanziaria che tuteli il cosiddetto sistema Paese, valorizzando nel contempo la professionalità del personale del Corpo impegnato nell’analisi dei fenomeni economici e delle dinamiche criminali (analisi che procede, si legge nel testo, in modo unitario e intersettoriale).

Il secondo pilastro dell’azione programmata riguarderà invece il contenimento dell’evasione fiscale internazionale. In questo ambito le indagini economico-patrimoniali continueranno a rappresentare il cardine dell’attività investigativa – le Fiamme Gialle vedono questa linea operativa come il fulcro dell’azione di contrasto all’illecita sottrazione di base imponibile. Emerge chiaramente come la dimensione transnazionale dei fenomeni evasivi richieda strumenti di analisi sempre più sofisticati e una capacità di coordinamento rafforzata con le autorità fiscali di altri Stati.

La terza area prioritaria si concentra sul settore della spesa pubblica. Per il 2026 è confermato che l’obiettivo sarà essenzialmente duplice: intercettare le frodi nelle erogazioni di risorse pubbliche e contrastare fenomeni corruttivi (fenomeni che negli anni recenti hanno fatto registrare, lo si può dire senza mezzi termini, un impatto economico significativo sulle casse dello Stato).

Economia sommersa e business digitali

Quando si parla di contrasto all’economia sommersa, nella prassi operativa delle Fiamme Gialle emergono alcune aree di particolare attenzione. L’esercizio occulto di attività imprenditoriali attraverso nuovi modelli di business digitale viene considerato dalla Guardia di finanza una priorità per il 2026. La circolare evidenzia come negli ultimi anni il volume del commercio elettronico in Italia sia cresciuto in maniera pressoché esponenziale (fenomeno che peraltro si registra anche a livello europeo).

Sul fronte della lotta alle frodi l’attenzione prioritaria sarà rivolta alle illecite esternalizzazioni di manodopera e all’abuso di regimi agevolati in ambito doganale. Si tratta di pratiche che consentono – come spesso accade nei casi documentati dalle autorità fiscali – di importare merce extra-Ue aggirando i dazi o comunque generando un vantaggio concorrenziale sleale per i produttori nazionali ed europei rispetto ai costi effettivi dei prodotti. Particolare focus, secondo quanto si apprende dal documento, sugli adempimenti fiscali delle piattaforme digitali (tenuto conto che negli ultimi anni il volume del commercio elettronico è cresciuto in modo quasi esponenziale).

I rischi delle esternalizzazioni illecite e delle frodi doganali

Nelle indicazioni operative contenute nella circolare emerge con chiarezza il richiamo ai casi di manipolazione dei prezzi di trasferimento. Si tratta di situazioni in cui le residenze fiscali fittizie e l’illecita detenzione di capitali all’estero, unitamente oltreconfine, costituiscono strumenti utilizzati per sottrarre base imponibile al fisco italiano. La Guardia di finanza ribadisce che nella gestione degli appalti la tutela delle attività di presidio e tutela della spesa sanitaria resta un particolare focus degli sforzi destinati al diritto alla salute.

Per quanto riguarda l’economia sommersa, il contrasto dell’esercizio occulto di attività imprenditoriali svolte attraverso nuovi modelli di business digitali viene considerato dalle Fiamme Gialle una priorità per il 2026. Mentre quanto attiene all’evasione fiscale di dimensione nazionale, l’attenzione operativa verrà riservata – come detto – all’individuazione di stabili organizzazioni occulte, ai casi di manipolazione dei prezzi di trasferimento, alle residenze fiscali fittizie e all’illecita detenzione di capitali all’estero (con particolare attenzione verso i fondi destinati al diritto alla salute).

Il controllo della spesa dei fondi Pnrr

Nel settore della spesa pubblica, anche nel 2026, continueranno a essere prioritarie le attività per le Fiamme Gialle legate all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’obiettivo è intercettare il prima possibile frodi ed erogazioni indebite, sia per evitare lo spreco dei fondi, sia per consentire l’effettivo recupero delle somme indebitamente percepite (somme che in assenza di un tempestivo accertamento rischiano di diventare irrecuperabili). La Guardia di finanza vede questo segmento dell’attività di polizia economico-finanziaria fissato al 30 giugno prossimo come scadenza chiave per il conseguimento degli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza collegati al PNRR.

Le indagini economico-patrimoniali continueranno a essere il fulcro operativo del Corpo. In questo ambito emerge la necessità di selezionare e processare soggetti connotati da elevata pericolosità fiscale e far emergere i nuovi trend di frode (contrasto ai fenomeni di frode in materia di spesa pubblica, individuazione delle regole criminali responsabili di complesse filiere fraudolente e di strutture operanti nel riciclaggio, nonché ricostruzione dei patrimoni illecitamente acquisiti dalla criminalità – anche di tipo organizzato).

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