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Rottamazione quinquies

Rottamazione quinquies: con più cartelle, dividere le domande conviene

19 Febbraio, 2026

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Chi ha più cartelle esattoriali e vuole aderire alla rottamazione quinquies farebbe bene a valutare con attenzione una scelta che, in apparenza, sembra solo burocratica: presentare domande separate per ciascun gruppo di carichi, invece di concentrare tutto in un’unica istanza. La differenza, nella pratica, può essere sostanziale. La scadenza per inviare la richiesta di adesione è fissata al 30 aprile 2026, e il tempo per ragionarci – con calma, ma senza rimandare – c’è ancora.

La quinta rottamazione: cosa cambia rispetto alle precedenti

La definizione agevolata nella sua quinta edizione – la cosiddetta rottamazione quinquies, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025, art. 1, commi 82-101) – segue la stessa logica delle versioni precedenti: consente al contribuente di estinguere i debiti iscritti a ruolo pagando il capitale e le spese per le procedure esecutive e per i diritti di notifica, senza sanzioni, senza interessi iscritti a ruolo, senza interessi di mora e senza aggio. In caso di pagamento rateale – fino a un massimo di 54 rate bimestrali in 9 anni – si applicano interessi di dilazione nella misura del 3% annuo, a decorrere dal 1° agosto 2026. Una misura che, come nelle edizioni passate, ha riscosso un certo interesse tra chi si trova con pendenze accumulate negli anni.

Lo sportello telematico dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione è operativo dal 20 gennaio 2026, data del comunicato stampa con cui l’AdER ha reso noto l’avvio della procedura online. Da quella data, quindi, è già possibile presentare la domanda. E fino al 30 aprile, ogni contribuente interessato deve decidere se e come aderire.

Il nodo della decadenza: quando si perde tutto

Prima di parlare di strategia, vale la pena capire bene cosa succede se si smette di pagare. Secondo le regole della rottamazione quinquies, la decadenza scatta in modo automatico in tre casi precisi:

  • mancato pagamento della rata unica (in caso di pagamento in unica soluzione);
  • omissione di due rate, anche non consecutive, nel piano di pagamento rateale;
  • mancato versamento dell’ultima rata dovuta.

Un chiarimento importante è arrivato dall’Agenzia delle Entrate nel corso della 35ª edizione di Telefisco (febbraio 2026): chi ha optato per il pagamento rateale e non paga la prima rata non decade automaticamente dalla rottamazione. La decadenza interviene solo quando le rate non pagate diventano due. In sostanza, il mancato versamento della prima rata consente ancora di “restare dentro” la definizione agevolata, a condizione che non si accumuli una seconda rata insoluta. Va tuttavia precisato che, in caso di omesso pagamento di una rata, il versamento successivo viene automaticamente imputato dall’AdER alla rata precedente non corrisposta.

Quando la decadenza interviene, gli effetti sono pesanti. Non solo si perdono i benefici della definizione agevolata – con il conseguente ripristino di sanzioni e interessi – ma, per le cartelle che erano già in rateazione ordinaria prima dell’adesione, non sarà più possibile accedere a nuove dilazioni (comma 94 della Legge di Bilancio 2026). Un dettaglio, quest’ultimo, che spesso viene sottovalutato.

Rottamazione quinquies più domande: perché conviene separarle

Ed è qui che entra in gioco la scelta di presentare più domande di adesione alla rottamazione quinquies anziché una sola. La logica è semplice, quasi intuitiva, ma vale la pena spiegarla bene.

Si consideri un contribuente con dieci cartelle esattoriali di natura e importo diversi. Se le inserisce tutte in un’unica domanda e, a metà del percorso di pagamento, si trova in difficoltà economica, la decadenza colpisce l’intero importo. Tutto o niente. Al contrario, se le stesse dieci cartelle vengono distribuite in più domande separate – magari per importo, per tipo di debito o per priorità di pagamento – il contribuente conserva una certa manovrabilità. In caso di difficoltà, potrà scegliere di onorare solo alcune istanze, salvando la rottamazione per quelle cartelle e lasciando decadere le altre.

È, in sostanza, una forma di gestione del rischio applicata al debito fiscale. Niente di straordinario sul piano concettuale, ma molto utile nella pratica.

Più istanze, più comunicazioni dall’AdER

C’è però un aspetto procedurale da tenere a mente. Presentare domande separate significa ricevere comunicazioni separate. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione tratta ogni istanza come un procedimento autonomo e, entro il 30 giugno 2026, invierà per ciascuna domanda una Comunicazione delle somme dovute con il relativo set di bollettini per i pagamenti.

Chi opta per questa strada si troverà quindi a gestire più fascicoli, più scadenze, più bollettini. Non è necessariamente un problema – anzi, è il prezzo di una maggiore flessibilità – ma richiede un minimo di organizzazione.

Scenario Domande Effetto decadenza
10 cartelle in un’unica istanza 1 Decadenza su tutto il debito
10 cartelle in 5 istanze da 2 5 Decadenza solo sulle istanze non pagate
10 cartelle in 10 istanze separate 10 Decadenza limitata alla singola cartella

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Le scadenze di pagamento da segnare in agenda

Una volta ricevuta la Comunicazione delle somme dovute, i pagamenti seguono un calendario preciso. La prima scadenza è il 31 luglio 2026. A differenza della rottamazione ter e quater, non sono previsti i 5 giorni di tolleranza per i versamenti tardivi: un ritardo anche di un solo giorno equivale a una rata non pagata. C’è tuttavia un margine sostanziale: poiché la decadenza scatta solo al secondo mancato pagamento, chi non riesce a versare la prima rata entro il 31 luglio non decade immediatamente. La rottamazione resta in piedi fino alla scadenza della rata successiva (30 settembre 2026), fermo restando che il pagamento effettuato verrà imputato alla rata precedentemente non corrisposta.

In ogni caso, l’ordine dei pagamenti – quale domanda onorare per prima in caso di risorse limitate – diventa una scelta strategica. Ed è esattamente il tipo di scelta che diventa possibile solo se si è avuta l’accortezza di separare i carichi in più istanze.

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