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Investimenti sostenibili 4.0, domande dal 6 ottobre per le PMI del Sud

Investimenti sostenibili 4.0, domande dal 6 ottobre per le PMI del Sud

19 Agosto, 2026

Con il decreto direttoriale del 5 agosto 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito termini e modalità del nuovo bando “Investimenti sostenibili 4.0”, riservato alle piccole e medie imprese del Mezzogiorno. La dotazione, pari a 447.595.808,76 euro, sostiene programmi di transizione tecnologica e ambientale con agevolazioni fino al 75% delle spese ammissibili.

Chi può partecipare

Possono presentare domanda le PMI con unità produttiva in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia. Alla data della domanda l’impresa deve risultare iscritta e attiva nel Registro delle imprese, operare in contabilità ordinaria e disporre di almeno due bilanci approvati e depositati; per le imprese individuali e le società di persone sono richieste almeno due dichiarazioni dei redditi.

Il 25% delle risorse complessive è riservato alle micro e piccole imprese, per evitare che il bando finisca per premiare solo gli operatori più strutturati.

Che tipo di programmi sono ammessi

I progetti devono prevedere l’impiego preponderante delle tecnologie abilitanti del Piano Transizione 4.0 ed essere diretti alla realizzazione di una nuova unità produttiva, all’ampliamento della capacità, alla diversificazione della produzione oppure al cambiamento del processo produttivo di un’unità già esistente. Le spese ammissibili devono essere comprese tra 750.000 e 5 milioni di euro e non possono superare il 70% del fatturato risultante dall’ultimo bilancio (o, per imprese individuali e società di persone, dall’ultima dichiarazione dei redditi). Il programma va avviato dopo la presentazione della domanda e concluso entro 18 mesi dal provvedimento di concessione.

Rientrano nell’agevolazione macchinari, impianti e attrezzature nuovi, software e licenze, certificazioni ambientali e opere murarie, queste ultime nel limite del 40% dei costi totali. Sono ammesse, entro soglie specifiche, anche le consulenze specialistiche collegate alle tecnologie abilitanti e quelle per la diagnosi energetica.

Agevolazioni fino al 75% delle spese

Il sostegno pubblico copre fino al 75% delle spese ammesse, articolato in un contributo in conto impianti del 35% e in un finanziamento agevolato a tasso zero del 40%, da restituire in un periodo massimo di sette anni. Per la quota residua, almeno il 25% dei costi deve essere coperto con risorse proprie dell’impresa o con finanziamenti esterni privi di sostegno pubblico.

Un esempio pratico: una PMI calabrese che presenta un programma da 2 milioni di euro per l’ammodernamento di una linea produttiva potrà ottenere fino a 1,5 milioni di euro di agevolazione, cioè 700.000 euro di contributo a fondo perduto e 800.000 euro di finanziamento a tasso zero, coprendo i restanti 500.000 euro con mezzi propri o bancari. Un punteggio aggiuntivo premia i progetti con un forte contenuto di sostenibilità ambientale: per gli interventi di efficientamento energetico, il decreto richiede una riduzione dei consumi di energia primaria pari almeno al 5%.

Come funziona la domanda in due fasi

La procedura è interamente telematica, sulla piattaforma Invitalia. Dalle ore 12.00 del 10 settembre 2026 sarà possibile compilare l’istanza, caricare gli allegati, firmare digitalmente il modulo e ottenere il “codice di predisposizione domanda”. Dalle ore 10.00 del 6 ottobre 2026 quel codice andrà inserito in piattaforma per perfezionare l’invio. Lo sportello sarà operativo dalle 10.00 alle 17.00 nei giorni lavorativi; l’accesso richiede Spid, Cie o Cns, è riservato al legale rappresentante (salva delega) e presuppone Pec attiva e firma digitale.

Tra i documenti da allegare figurano il piano di investimento, le dichiarazioni antimafia e antiriciclaggio, l’eventuale prospetto per il calcolo della dimensione d’impresa e, in presenza di opere murarie, il computo metrico estimativo di un tecnico abilitato. Va segnalata, in particolare, la dichiarazione sui dati contabili rilevanti per il punteggio, che deve essere controfirmata dal collegio sindacale, dal revisore unico o, in assenza di questi organi, da un revisore legale, commercialista, ragioniere, consulente del lavoro o responsabile di un Caf.

Ordine cronologico e graduatoria

Le domande accedono all’istruttoria secondo l’ordine cronologico giornaliero: tutte le istanze trasmesse nello stesso giorno si considerano presentate nello stesso momento, a prescindere dall’ora di invio. Se le risorse residue non bastassero a coprirle tutte, l’accesso avverrà tramite una graduatoria basata sulle caratteristiche dell’impresa e sulla sostenibilità ambientale del programma, secondo i criteri di priorità indicati nel decreto direttoriale. Conviene quindi predisporre per tempo piano di investimento, attestazioni professionali ed eventuale documentazione ambientale, perché per alcuni allegati la completezza è condizione di ammissibilità, non solo elemento istruttorio.

Fase Data Cosa si può fare
Apertura compilazione 10 settembre 2026, ore 12.00 Compilare l’istanza, caricare allegati, ottenere il codice di predisposizione
Apertura invio 6 ottobre 2026, ore 10.00 Inserire il codice e perfezionare l’invio della domanda
Dotazione complessiva 447.595.808,76 euro, di cui il 25% riservato a micro e piccole imprese

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