Con il decreto direttoriale del 26 gennaio 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha fissato termini e procedure per accedere ai 50 milioni di euro destinati alle PMI del Mezzogiorno che vogliono formare il proprio personale sui temi del digitale e della sostenibilità. Le domande si presentano su Invitalia dal 21 aprile al 23 giugno 2026.
Con il decreto direttoriale del 26 gennaio 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha reso operativa una misura da 50 milioni di euro rivolta alle PMI delle sette regioni meno sviluppate del Mezzogiorno. L’obiettivo è finanziare percorsi di formazione del personale dipendente sui temi della transizione tecnologica, verde e digitale, nell’ambito dell’Azione 1.4.1 del Programma Nazionale PN RIC 2021-2027. La gestione è affidata a Invitalia, che riceve le domande esclusivamente in via telematica dal 21 aprile al 23 giugno 2026. Il contributo a fondo perduto copre il 50% delle spese ammissibili per le domande individuali, con maggiorazione fino al 70% per le micro e piccole imprese che aderiscono a progetti integrati sovraregionali. Le risorse vengono assegnate tramite graduatoria di merito e il 40% è riservato alle filiere automotive, moda, tessile e arredamento. Operativamente, i percorsi devono svolgersi in unità locali situate nelle regioni destinatarie, essere avviati entro sei mesi dalla concessione e concludersi entro dodici mesi. Il contratto con il fornitore di formazione – qualificato e indipendente – può essere sottoscritto solo dopo la presentazione della domanda.
Il quadro normativo e la dotazione finanziaria
Formare i lavoratori costa. Non solo in termini di tempo sottratto alla produzione, ma soprattutto in termini economici, che per una piccola impresa possono diventare un ostacolo insormontabile. Su questo fronte si inserisce la misura che il MIMIT ha reso operativa all’inizio del 2026, con una dotazione complessiva di 50 milioni di euro.
Il regime di aiuto – istituito con il decreto ministeriale del 4 settembre 2025 – è stato poi reso operativo attraverso il decreto direttoriale del 26 gennaio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 33 del 10 febbraio. Un successivo provvedimento, datato 10 febbraio 2026, ha modificato i termini originari di apertura dello sportello, spostando la finestra al periodo 21 aprile-23 giugno 2026.
L’intervento si colloca nell’Azione 1.4.1 del Programma Nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027” (PN RIC 2021-2027), denominata “Sviluppo di una forza lavoro qualificata che sia in grado di cogliere le opportunità derivanti dalla duplice transizione verde e digitale all’interno delle imprese”. La gestione tecnica è affidata a Invitalia S.p.A., che cura l’intera filiera procedurale: dalla raccolta delle istanze alla concessione ed erogazione del contributo.
L’ambito geografico è limitato alle cosiddette regioni meno sviluppate: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Solo le PMI con sede legale o unità locale in uno di questi territori possono presentare domanda.
Chi può accedere e con quale intensità di aiuto
I destinatari sono le micro, piccole e medie imprese ai sensi della definizione europea – quella fissata nell’Allegato I al Regolamento UE n. 651/2014 – che abbiano sede legale o un’unità operativa nelle sette regioni del Mezzogiorno indicate dal decreto. Alla data di presentazione della domanda le imprese devono essere regolarmente iscritte e attive nel registro delle imprese, non in liquidazione né sottoposte a procedure concorsuali, e devono disporre di almeno un bilancio approvato e depositato (o, per imprese individuali e società di persone, di almeno una dichiarazione dei redditi presentata). È altresì richiesta la conformità agli obblighi in materia di assicurazione dei rischi catastrofali previsti dall’articolo 1 del decreto-legge 31 marzo 2025, n. 39.
L’accesso è previsto sia per imprese singole sia per aggregazioni di PMI nell’ambito di cosiddetti progetti integrati sovraregionali, dove più percorsi formativi vengono coordinati tra aziende di regioni diverse – fino a un massimo di 10 imprese per progetto – per rafforzare le filiere produttive e diffondere competenze strategiche condivise.
Le agevolazioni sono concesse, ai sensi e nei limiti del Regolamento (UE) n. 2023/2831 in materia di aiuti de minimis (in vigore dal 1° gennaio 2024, in sostituzione del previgente Reg. 1407/2013), nella forma del contributo diretto alla spesa, nella misura pari al 50% delle spese ammissibili per le imprese che presentano domanda individualmente. Il contributo sale al 70% per le micro e piccole imprese che partecipano a progetti integrati sovraregionali, e al 60% per le medie imprese nelle stesse condizioni.
L’investimento ammissibile deve essere compreso tra 10.000 e 60.000 euro per impresa – limite riferito al singolo soggetto beneficiario anche nel caso di progetti sovraregionali. Una quota pari al 40% delle risorse è riservata alle imprese appartenenti alle filiere dell’automotive e della moda-tessile-arredamento, due comparti che la politica industriale nazionale considera particolarmente esposti alle trasformazioni tecnologiche in corso.
| Tipo di impresa | Domanda singola | Progetto integrato sovraregionale |
|---|---|---|
| Micro e piccola impresa | 50% | 70% |
| Media impresa | 50% | 60% |
| Investimento ammissibile | da 10.000 a 60.000 euro | da 10.000 a 60.000 euro per impresa |
| N. massimo imprese | 1 | max 10 imprese (almeno 2 regioni diverse) |
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Cosa si può finanziare: ambiti e spese ammissibili
Non si tratta di corsi generici. Il decreto è chiaro su questo punto: le attività formative devono riguardare tematiche coerenti con le traiettorie tecnologiche della Strategia nazionale di specializzazione intelligente (SNSI), con la conoscenza e diffusione delle tecnologie individuate dal Regolamento STEP, ovvero con i processi di transizione verde e digitale in atto nell’impresa richiedente.
Sul piano degli ambiti di intervento settoriali, il decreto direttoriale individua nove aree tematiche ammissibili. La scelta di uno o più ambiti incide sul punteggio di graduatoria: selezionare percorsi su aree diversificate può fare la differenza in fase di selezione. I percorsi devono inoltre essere erogati esclusivamente da soggetti o società qualificati e indipendenti rispetto all’impresa proponente, in possesso di una significativa e comprovata esperienza almeno triennale – dimostrabile attraverso l’elenco dei progetti realizzati – in ambito di SNSI, digitalizzazione o transizione ecologica. Il contratto con il fornitore può essere sottoscritto solo dopo la presentazione della domanda di agevolazione: stipule precedenti rendono la spesa non ammissibile.
| Ambito di intervento ammesso |
|---|
| Aerospazio e Difesa |
| Salute, alimentazione, qualità della vita |
| Industria intelligente e sostenibile, energia e ambiente |
| Turismo, patrimonio culturale e industria della creatività |
| Agenda Digitale, Smart Communities, sistemi di mobilità intelligente |
| Tecnologie digitali |
| Tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse |
| Biotecnologie |
| Processi di transizione verde e digitale |
Sul fronte delle spese, il decreto adotta il sistema delle opzioni semplificate di costo (OSC) ai sensi dell’articolo 53, comma 1, del Regolamento (UE) n. 1060/2021, assumendo la forma di costi unitari. La formula di calcolo del costo rendicontabile è: tariffa oraria standard × ore di formazione × numero di partecipanti. La tariffa oraria copre l’intero pacchetto di spese ammissibili: compensi dei formatori, viaggi e alloggio per formatori e partecipanti, materiali e forniture, ammortamento di strumenti e attrezzature utilizzati esclusivamente per la formazione, consulenze specialistiche connesse al percorso e costo del personale partecipante per le ore di effettiva presenza in aula o in formazione a distanza.
L’adozione delle OSC riduce significativamente gli oneri di rendicontazione per le imprese: non occorre documentare ogni singola voce di spesa, ma è necessario garantire la piena tracciabilità delle ore di formazione svolte e dei partecipanti coinvolti. Chi ha già gestito rendicontazioni analitiche nell’ambito di altri programmi europei apprezzerà la semplificazione.
Come e quando presentare la domanda
Le domande si presentano esclusivamente in via telematica, tramite la piattaforma di Invitalia. Lo sportello è aperto dalle ore 12:00 del 21 aprile 2026 fino alle ore 12:00 del 23 giugno 2026. Ogni impresa può presentare una sola domanda.
L’accesso alla piattaforma richiede strumenti di identificazione digitale: SPID, Carta Nazionale dei Servizi o Carta di Identità Elettronica. L’istanza può essere inviata dal rappresentante legale o da un soggetto da questi delegato. È necessaria anche una PEC attiva e valida per tutta la durata del procedimento. Le attività formative devono svolgersi nell’ambito di una o più unità locali ubicate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia: la sede operativa in una delle regioni destinatarie non è solo un requisito di accesso, ma anche un vincolo fisico di realizzazione del progetto.
La domanda deve contenere i dati identificativi dell’impresa, la descrizione del percorso formativo, l’indicazione degli ambiti tematici prescelti, il piano delle spese previste e le agevolazioni richieste. Sul piano documentale, sono obbligatori: la scheda descrittiva del progetto formativo, l’offerta economica del fornitore della formazione (con evidenza della sua qualificazione e indipendenza), le dichiarazioni sostitutive relative ai requisiti di ammissibilità, la documentazione sulla dimensione d’impresa e quella sugli obblighi assicurativi contro eventi catastrofali. Va allegato anche un questionario statistico di monitoraggio richiesto da Invitalia in sede di presentazione.
Graduatoria: i criteri di valutazione
Al termine dello sportello, Invitalia forma una graduatoria in ordine decrescente di punteggio. I criteri di valutazione sono elencati nell’Allegato n. 1 del decreto ministeriale 4 settembre 2025 e comprendono sia parametri quantitativi sia qualitativi; per i criteri A, B e C si applica una formula di interpolazione lineare.
I fattori principali sono: la dimensione della base occupazionale, la quota di personale coinvolto nelle attività formative rispetto al totale dei dipendenti, la varietà degli ambiti formativi selezionati, l’appartenenza a reti di filiera formalizzate in contratti di rete e l’operatività nel settore manifatturiero.
Il decreto prevede anche punteggi premiali per il possesso delle certificazioni di cui all’articolo 7, comma 2, lettera e) del decreto ministeriale 4 settembre 2025, tra le quali rientrano il rating di legalità e la certificazione della parità di genere. Questi elementi non incidono sull’importo del contributo, ma possono incidere sulla posizione in graduatoria – e quindi sulla probabilità di accesso al finanziamento, specie se le risorse disponibili non bastassero a coprire tutte le domande ammissibili.
La graduatoria viene pubblicata entro 30 giorni dalla chiusura dello sportello, segnando l’avvio della fase istruttoria vera e propria.
Istruttoria, concessione ed erogazione del contributo
L’istruttoria va completata entro 90 giorni dalla pubblicazione della graduatoria. Invitalia verifica la completezza documentale, la sussistenza dei requisiti formali e il merito dell’iniziativa formativa, determinando i costi ammissibili e l’importo dell’agevolazione concedibile.
Il contributo viene concesso con apposito provvedimento del soggetto gestore. L’erogazione può avvenire in due stati di avanzamento lavori, oppure – in alternativa – sotto forma di anticipazione fino al 50% dell’importo concesso, previa presentazione di garanzia fideiussoria. Prima dell’avvio delle attività formative, l’impresa beneficiaria deve trasmettere ad Invitalia il calendario delle lezioni e comunicare formalmente l’inizio del programma. Sul piano dei tempi, i percorsi devono essere avviati entro 6 mesi dalla data di concessione dell’agevolazione e concludersi entro 12 mesi dalla medesima data, con possibilità di proroga di ulteriori 6 mesi.
Chi sta già beneficiando di altre agevolazioni – come il credito d’imposta Transizione 5.0 o il Fondo Nuove Competenze – può valutare l’affiancamento di questa misura, a condizione di rispettare i limiti del de minimis (tetto di 300.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari ai sensi del Reg. UE 2023/2831) e di non finanziare le stesse voci di costo con più strumenti contemporaneamente. L’attenzione alla corretta allocazione delle spese resta un aspetto centrale per evitare contestazioni in sede di controllo.
| Fase procedurale | Scadenza / Riferimento |
|---|---|
| Apertura sportello domande | 21 aprile 2026, ore 12:00 |
| Chiusura sportello domande | 23 giugno 2026, ore 12:00 |
| Pubblicazione graduatoria | Entro 30 giorni dalla chiusura |
| Completamento istruttoria | Entro 90 giorni dalla graduatoria |
| Avvio percorso formativo | Entro 6 mesi dalla concessione |
| Conclusione percorso formativo | Entro 12 mesi dalla concessione (+ eventuale proroga di 6 mesi) |
| Anticipazione contributo | Fino al 50%, con fideiussione |
| Soggetto gestore | Invitalia S.p.A. |



