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Contributi a fondo perduto per ristoranti e alberghi: la nuova manovra 2026

23 Marzo, 2026

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Il settore turistico-ricettivo italiano si trova di fronte a un quadro agevolativo articolato e in evoluzione, frutto dell’intreccio tra la Legge di Bilancio 2025 e la successiva Manovra 2026. Per gli operatori del comparto – alberghi, ristoranti, strutture ricettive – comprendere le opportunità disponibili richiede una lettura attenta della stratificazione normativa che si è creata nel biennio. Parliamo di contributi a fondo perduto che possono arrivare fino a 4,5 milioni di euro per singolo progetto, con un sistema di finanziamento agevolato complementare che copre la parte residua dell’investimento. Ma la vera sfida per commercialisti e consulenti sta nel distinguere tra misure già operative e strumenti ancora in fase di attuazione, evitando di creare aspettative non fondate nei propri clienti.La complessità deriva dal fatto che la Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199) ha sostituito integralmente la disciplina prevista dalla precedente Manovra 2025, introducendo un nuovo sistema che prevede 50 milioni di euro annui per il triennio 2026-2028. Questa sovrapposizione normativa impone di distinguere con precisione tra il decreto attuativo della prima misura (riferito alla L. 207/2024) e la nuova disciplina ancora da implementare.

La genesi normativa: dalla Legge di Bilancio 2025 alla Manovra 2026

La Legge di Bilancio 2025 (L. 30 dicembre 2024, n. 207) aveva introdotto, all’articolo 1, commi 502-508, un fondo da 110 milioni di euro per l’anno 2025 destinato al sostegno delle imprese del turismo. Di questi, 109 milioni erano specificamente stanziati per la concessione di agevolazioni finalizzate allo sviluppo dell’offerta turistica nazionale, mentre 1 milione era riservato alle spese di funzionamento e gestione.

La Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199) ha però modificato radicalmente il quadro normativo. L’articolo 1, comma 469, sostituisce integralmente il precedente comma 502 della L. 207/2024, introducendo una nuova governance degli incentivi per il settore turistico. Il comma 470 autorizza una spesa di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028 per la concessione di contributi anche a fondo perduto, finalizzati a incentivare lo sviluppo delle filiere del turismo.

Il 6 febbraio 2026 la Conferenza Stato-Regioni ha esaminato lo schema di decreto recante Disposizioni applicative per l’attuazione e lo sviluppo dell’offerta turistica nel territorio nazionale, riferito ai commi 502-508 della L. 207/2024. Il decreto è stato firmato dal Ministero del Turismo il 4 marzo 2026 e approvato dal MEF il 16 marzo 2026. Si attende ora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per la piena operatività.

Chi può accedere: soggetti beneficiari e requisiti

Il decreto individua i beneficiari attraverso una lista puntuale di codici ATECO. Non è sufficiente operare genericamente nel turismo: occorre che il codice di attività prevalente corrisponda a uno di quelli espressamente ammessi.

Requisiti soggettivi inderogabili

  • Regolare iscrizione al Registro delle Imprese e risultare attive
  • Regolarità contributiva verso INPS e INAIL (DURC in corso di validità)
  • Regolarità fiscale – nessuna pendenza con l’Agenzia delle Entrate non oggetto di rateizzazione regolarmente rispettata
  • Assenza di procedure concorsuali in corso (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta)

Anche le Reti d’impresa possono accedere, ma solo se costituite come “Rete soggetto” (dotata di soggettività giuridica e partita IVA propria) da almeno tre anni e composte da un massimo di cinque soggetti. I proprietari delle strutture possono presentare domanda previa acquisizione del consenso scritto del gestore – requisito formale inderogabile.

Struttura delle agevolazioni: il mix contributo-finanziamento

Il meccanismo agevolativo si basa su una combinazione tra contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato, studiata per massimizzare l’effetto leva delle risorse pubbliche.

Parametro Valore
Contributo a fondo perduto 30% delle spese ammissibili
Contributo massimo per progetto 4.500.000 euro
Finanziamento agevolato Fino al 70% delle spese ammissibili
Investimento minimo ammissibile 1.000.000 euro
Investimento massimo ammissibile 15.000.000 euro
Spese di consulenza (solo PMI) Fino al 4% del contributo concesso
Dotazione finanziaria misura 2025 109 milioni di euro
Soggetto gestore Invitalia S.p.A.

Esempio pratico – Hotel con investimento da 5 milioni di euro

Un albergo a quattro stelle decide di realizzare un intervento complessivo di riqualificazione per 5 milioni di euro, comprendente installazione di impianto fotovoltaico (800.000 euro), riqualificazione energetica – coibentazione, infissi, caldaia a condensazione – (1.200.000 euro), realizzazione di centro wellness con piscina coperta (2.000.000 euro) e digitalizzazione completa (700.000 euro).

  • Contributo a fondo perduto (30%): 1.500.000 euro
  • Finanziamento agevolato possibile (70%): 3.500.000 euro
  • Spese di consulenza PMI ammissibili (max 4%): 60.000 euro

Interventi ammissibili e spese finanziabili

Efficienza energetica

  • Coibentazione di pareti, coperture e solai
  • Sostituzione di infissi e serramenti ad alta efficienza
  • Realizzazione di pareti ventilate e giardini verticali con funzione isolante
  • Sostituzione di impianti termici con caldaie a condensazione o pompe di calore
  • Installazione di sistemi di climatizzazione intelligente e building automation

Sostenibilità ambientale

  • Impianti fotovoltaici e solari termici
  • Sistemi di accumulo dell’energia per l’autoconsumo
  • Impianti per il recupero delle acque piovane
  • Sistemi di depurazione e riutilizzo delle acque grigie
  • Dispositivi per la riduzione dei consumi idrici

Digitalizzazione e innovazione tecnologica

  • Cablaggio strutturato e infrastrutture di rete ad alta velocità
  • Infrastrutture hardware e software per l’intelligenza artificiale applicata alla gestione
  • Domotica per le camere e building management system (BMS)
  • Property Management System (PMS), revenue management, CRM
  • Applicazioni per la gestione del rapporto con gli ospiti

Riqualificazione strutturale e ampliamento servizi

  • Realizzazione o ammodernamento di piscine coperte e scoperte
  • Realizzazione o ristrutturazione di centri wellness, SPA, centri benessere
  • Realizzazione o adeguamento di centri congressi, sale meeting, spazi per eventi
  • Interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche
  • Parcheggi con colonnine di ricarica per veicoli elettrici

Beni immateriali (soft assets)

  • Programmi informatici e software applicativi
  • Brevetti e diritti di proprietà industriale
  • Licenze d’uso di tecnologie e know-how

Principali esclusioni

  • Acquisto di terreni e immobili
  • Manutenzione ordinaria
  • Spese di gestione corrente (utenze, personale, forniture)
  • Imposte, tasse, interessi passivi e oneri finanziari
  • Beni usati o rigenerati (salvo specifiche eccezioni)
  • Investimenti in leasing (i beni devono essere acquisiti in proprietà)

Gli obiettivi strategici della misura

Il decreto individua quattro finalità strategiche che orientano la valutazione dei progetti. Non si tratta di requisiti alternativi, ma di criteri che concorrono alla formazione del punteggio complessivo.

  1. Destagionalizzazione dei flussi turistici – Incentivare strutture capaci di lavorare tutto l’anno: centri congressi, piscine coperte, SPA, servizi per il turismo d’affari e culturale che attraggono presenze anche in bassa stagione.
  2. Digitalizzazione dell’ecosistema turistico – Promuovere l’adozione di software, piattaforme e strumenti che rendono più efficiente la gestione e migliorano l’esperienza del cliente, dal revenue management dinamico alla personalizzazione dei servizi.
  3. Sostenibilità e criteri ESG – Garantire che gli investimenti rispettino standard ambientali (riduzione emissioni, energie rinnovabili), sociali (condizioni di lavoro, inclusività) e di governance (trasparenza, compliance). Non è più un’opzione: è una necessità competitiva sul mercato internazionale.
  4. Sviluppo delle filiere turistiche – Favorire l’integrazione tra operatori complementari, la valorizzazione delle produzioni locali, la creazione di pacchetti di offerta integrata e la collaborazione con il territorio.

Il ruolo di Invitalia e le modalità operative

Invitalia S.p.A. è stata nominata soggetto gestore della misura. Predisporrà e gestirà la piattaforma telematica per la presentazione delle domande, valuterà l’ammissibilità formale e sostanziale dei progetti, istruirà le pratiche, stipulerà le convenzioni con i beneficiari, eroghi le agevolazioni e monitorà l’avanzamento degli interventi.

La presentazione delle domande avverrà esclusivamente in modalità telematica tramite il portale Invitalia, accessibile previa autenticazione con SPID, CNS o CIE. Non saranno accettate domande cartacee o via PEC. Al momento della pubblicazione del presente contributo il decreto è approvato ma non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale: la pubblicazione in GU è il passaggio formale che rende pienamente efficace il provvedimento e fa decorrere i termini per l’apertura dello sportello.

Tra la pubblicazione in GU e l’apertura effettiva dello sportello è ragionevole stimare un periodo di 60-90 giorni, necessari per predisporre il portale, pubblicare l’avviso pubblico con le specifiche operative e permettere alle imprese di preparare adeguatamente le domande.

La nuova disciplina della Legge di Bilancio 2026

Parallelamente al decreto attuativo della misura 2025, si sta sviluppando il nuovo quadro normativo introdotto dalla L. 199/2025. Il comma 470 autorizza 50 milioni di euro annui per il triennio 2026-2028 per contributi anche a fondo perduto finalizzati allo sviluppo delle filiere del turismo, anche di carattere industriale e commerciale. Il riferimento alle filiere industriali e commerciali amplia significativamente il perimetro rispetto alla disciplina precedente.

Alcune fonti indicano che le percentuali di contribuzione nella nuova disciplina potrebbero arrivare fino al 60-70% in presenza di particolari condizioni (forte impatto occupazionale, interventi in aree svantaggiate, progetti che integrano più priorità). Questi parametri non sono però ancora ufficiali e dovranno essere confermati dal decreto attuativo, da adottare previa intesa in Conferenza Stato-Regioni.

Il comma 471 dispone inoltre il rifinanziamento dei Contratti di Sviluppo con 550 milioni di euro complessivi: 250 milioni per il 2027, 50 milioni per il 2028, 250 milioni per il 2029. I Contratti di Sviluppo sono uno strumento distinto e complementare, pensato per operazioni più complesse (rilancio di destinazioni turistiche, recupero di grandi complessi, creazione di resort integrati) con soglie minime di investimento normalmente elevate, ridotte per interventi nelle aree interne o per il recupero di strutture dismesse.

⚠ Attenzione – Doppio binario normativo
È fondamentale distinguere tra la misura in fase di avvio (decreto marzo 2026, L. 207/2024 – contributo al 30%, 109 milioni) e la nuova disciplina ancora da attuare (L. 199/2025 – 50 milioni annui per il triennio 2026-2028, percentuali da definire). Non devono essere confuse né presentate ai clienti come un’unica misura.

Codici ATECO ammessi alle agevolazioni

Codice ATECO Settore Descrizione attività
55.10 Alloggio Alberghi e strutture ricettive simili
55.20.10 Alloggio Ostelli della gioventù
55.20.20 Alloggio Rifugi e baite di montagna
55.20.41 Alloggio Bed and breakfast
55.20.42 Alloggio Case e appartamenti per vacanze
55.30.01 Alloggio Aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte
55.30.02 Alloggio Villaggi turistici e alloggi glamping
55.30.03 Alloggio Aree attrezzate per veicoli ricreazionali
55.30.04 Alloggio Marina resort
55.90 Alloggio Altri servizi di alloggio
56.11.11 Ristorazione Ristorazione con servizio al tavolo
56.11.12 Ristorazione Ristorazione senza servizio al tavolo o da asporto
56.11.91 Ristorazione Attività di ristoranti connesse ad aziende agricole
56.11.92 Ristorazione Attività di ristoranti connesse ad aziende ittiche
56.21 Ristorazione Catering per eventi, banqueting
56.22 Ristorazione Catering su base contrattuale
96.23.1 Benessere Servizi di centri termali
96.23.9 Benessere Altri servizi centri benessere, sauna, bagno vapore
93.21 Intrattenimento Parchi di divertimento e parchi tematici
93.29.10 Intrattenimento Discoteche, sale da ballo e locali simili
93.29.2 Turismo balneare Gestione di stabilimenti balneari
82.30 Eventi Organizzazione di convegni e fiere
82.30.01 Eventi Organizzazione di conferenze e congressi

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Passi da seguire

Fase preparatoria: valutazione di fattibilità

  1. Verifica dei requisiti soggettivi – Controllare scrupolosamente la regolarità contributiva e fiscale del cliente. Un DURC irregolare o pendenze con il Fisco comportano l’esclusione automatica.
  2. Analisi del codice ATECO – Verificare che il codice ATECO effettivamente operativo corrisponda a uno di quelli ammessi. Deve essere il codice di attività prevalente effettivamente svolto.
  3. Sostenibilità economico-finanziaria – Il contributo a fondo perduto copre solo il 30%. Valutare realisticamente la capacità di indebitamento e la sostenibilità finanziaria del progetto.
  4. Coerenza strategica dell’investimento – Il progetto deve avere senso imprenditoriale, non essere costruito “a tavolino” solo per accedere al contributo. Gli investimenti devono generare un ritorno economico sostenibile.
  5. Tempistica di realizzazione – Verificare che l’impresa sia in grado di completare i lavori nei termini che saranno definiti dall’avviso di Invitalia. Ritardi non comunicati possono comportare revoche.

Fase di presentazione: elementi chiave per una domanda efficace

  • Business plan dettagliato e realistico – Con assunzioni credibili e proiezioni sostenute da dati di mercato, non numeri ottimistici costruiti per impressionare i valutatori.
  • Relazione tecnica professionale – Descrizione dettagliata degli interventi, accompagnata da elaborati grafici (planimetrie, render, schemi impiantistici) quando rilevanti.
  • Preventivi analitici e congrui – Dettagliati voce per voce. Invitalia effettua controlli di congruità dei costi: preventivi gonfiati vengono ridotti d’ufficio con conseguente riduzione del contributo.
  • Dimostrazione della rispondenza agli obiettivi strategici – Argomentare in modo convincente come il progetto risponde a destagionalizzazione, digitalizzazione, ESG e sviluppo delle filiere.
  • Documentazione completa e coerente – Mancanze documentali o incoerenze tra allegati sono motivi di esclusione o forte penalizzazione nel punteggio.

Obblighi post-erogazione

  • Vincolo di destinazione (tipicamente 5 anni) – I beni acquistati con il contributo devono mantenere la destinazione prevista. La vendita o diversa destinazione prima della scadenza comporta obbligo di restituzione.
  • Tracciabilità dei pagamenti – Tutte le spese devono essere pagate con mezzi tracciabili. I pagamenti in contanti non sono ammessi.
  • Conservazione della documentazione (almeno 10 anni) – Fatture, contratti, DDT, certificazioni, fotografie ante e post intervento, autorizzazioni edilizie.
  • Modifiche al progetto – Devono essere preventivamente autorizzate da Invitalia. Modifiche non autorizzate possono comportare la revoca del contributo.

Prossimi passi e raccomandazioni

Il quadro è tracciato, le risorse ci sono, le regole anche. Manca la data di partenza. Gli operatori del settore dovrebbero iniziare a muoversi da subito: verificare i codici ATECO, controllare la regolarità contributiva e fiscale, mettere a punto i progetti di investimento. Le PMI possono valutare l’opportunità di costituire reti d’impresa per accedere a progetti più ambiziosi.

Per i commercialisti e i consulenti, la raccomandazione è di monitorare costantemente la Gazzetta Ufficiale per la pubblicazione del decreto attuativo della L. 207/2024, l’emanazione del nuovo decreto attuativo della L. 199/2025, gli avvisi pubblici di Invitalia e le comunicazioni del Ministero del Turismo. La partenza potrebbe essere rapida, e chi si fa trovare impreparato rischia di perdere un’occasione significativa.

Si tratta di uno strumento che può fare la differenza, ma non è un contributo a pioggia. Serve un progetto vero, investimenti strutturati, capacità di realizzare interventi complessi rispettando tempi e modalità. Chi ha visione strategica, accetta la sfida della sostenibilità e dell’innovazione e si prepara con rigore professionale avrà le migliori probabilità di successo.

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