La posizione creditoria ai fini dell’imposta sul valore aggiunto per l’annualità 2026 viene calcolata tenendo presente solo quanto realmente corrisposto al Fisco. Chi presenta la dichiarazione deve quindi sapere distinguere tra due tipologie ben differenti: da una parte c’è il credito che potrebbe maturare teoricamente, dall’altra quello che si concretizza davvero. I pagamenti relativi ai periodi infrannuali del 2025, compresi quelli effettuati dopo solleciti o richieste dell’Agenzia delle Entrate, vanno riportati nella sezione VL e contribuiscono a formare l’eccedenza finale. La sezione VQ invece accoglie i versamenti che erano stati tralasciati in annualità precedenti, permettendo così di far emergere un credito IVA che nelle dichiarazioni già inviate era rimasto appunto solo “teorico”.
Come si determina il credito nella dichiarazione annuale
Quando arriva il momento di compilare il modello IVA2026 occorre verificare con attenzione quale sia l’effettiva posizione creditoria. Non basta guardare il saldo che emerge dalle liquidazioni periodiche, nemmeno quello della tredicesima liquidazione. La determinazione prende in esame quanto è stato materialmente versato, includendo anche quei pagamenti definiti “non spontanei”, vale a dire quelli effettuati pure dopo l’invio delle precedenti dichiarazioni.
Nel conteggio complessivo dell’eccedenza che risulta dalla dichiarazione bisogna considerare soltanto i versamenti realmente eseguiti, senza includere le somme semplicemente dovute ma non ancora saldate. Questa precisazione ha delle conseguenze pratiche sulla compilazione dei moduli.
Da un lato, nella sezione “VL” non si possono contabilizzare i versamenti non completati entro la scadenza per l’invio della dichiarazione. Ne deriva una compilazione specifica che distingue, per l’imposta a debito, tra quanto dovuto e quanto effettivamente corrisposto; per l’imposta a credito, bisogna evidenziare sia l’ammontare teorico (cioè quello che si genererebbe se tutte le somme dovute fossero state versate) sia l’importo del credito reale.
Dall’altro lato, nella sezione VQ “Versamenti Periodici Omessi” si calcola l’ammontare del credito IVA che matura grazie ai versamenti periodici “non spontanei” o ripresi dopo sospensioni per eventi particolari, relativi ad anni fiscali precedenti a quello di riferimento della dichiarazione in corso. Questo quadro consente dunque il recupero di quei crediti derivanti da versamenti completati dopo l’invio della dichiarazione.
Le informazioni in cui confluiscono i dati appena descritti, fondamentali per distinguere i versamenti effettuati (compresi quelli “non spontanei” relativi all’ammontare dell’imposta periodica del 2025 indicati al rigo VL30) e per individuare contestualmente il credito, vengono riportate al rigo VL41.
La sezione VQ invece rappresenta la situazione degli anni precedenti, consentendo il recupero del credito maturato per effetto dei versamenti “non spontanei” perfezionati dopo la presentazione della dichiarazione di riferimento.
La compilazione della sezione VL per il credito IVA 2026
Nel calcolare il credito che emerge dalla dichiarazione IVA2026 bisogna considerare esclusivamente i versamenti effettuati, come già accennato. La determinazione di tale importo si collega alla corretta compilazione della sezione VL, sia per quanto riguarda i versamenti effettuati e da effettuare, sia per l’esposizione del credito “effettivo” nonché dei dati esposti nella sezione VQ.
Procedendo per gradi, nella sezione VL occorre seguire alcuni passaggi per poter calcolare l’importo dell’imposta annuale a credito (rigo VL33), vista la rilevanza esclusiva dei versamenti effettuati. Dalla dichiarazione deve infatti emergere non il credito annuale “teorico”, bensì quello realmente vantato per il 2026.
Primo passaggio: il dettaglio nel rigo VL30
La compilazione corretta del rigo VL30 prevede una distinzione dell’imposta a debito “dovuta” da quella effettivamente versata oppure versata in seguito a irregolarità o ricezione di cartelle di pagamento. Ecco cosa si deve indicare nel rigo VL30 per fornire questo dettaglio:
- campo 2 – Imposta periodica dovuta: l’ammontare da riportare risulta dalla somma degli importi dell’imposta indicata nel rigo VP14, colonna 1, della LIPE del 2025; nel quadro VP della dichiarazione IVA2026, qualora compilato (esclusa la quota già indicata a col.1 del rigo VP14, ma non versata perché inferiore a 100 euro); dell’acconto dovuto indicato nel rigo VP13, campo 2.
- campo 3 – Imposta periodica versata spontaneamente
- campo 4 – Imposta periodica versata a seguito di comunicazione di irregolarità
- campo 5 – Imposta periodica versata a seguito di cartelle di pagamento
Nel rigo VL30 campo 1 si riporta il maggiore tra l’importo indicato nel campo 2 e la somma di quelli indicati nei campi 3, 4 e 5.
Secondo passaggio: il credito teorico al rigo VL33
La compilazione del rigo VL33 deve esporre il credito che si sarebbe determinato se il contribuente avesse effettuato tutti i versamenti dell’imposta dovuta. La compilazione di questo rigo “risente” di quanto il contribuente ha versato (o meno) e dichiarato nel rigo VL30.
Per procedere con questa logica, nel calcolare cosa indicare al rigo VL33 occorre preventivamente calcolare la differenza tra la sommatoria degli importi dei crediti (rigo VL4, VL11 campo 1, VL12 campo 1, e da rigo VL24 a VL31) e dei debiti (rigo VL3 e da rigo VL20 a VL23).
Se questa differenza risulta positiva, nel rigo VL33 occorre indicare l’importo che si ottiene considerando, tra gli importi a credito, la somma dei campi 3, 4 e 5 del rigo VL30 al posto del campo 1 del medesimo rigo. Se invece è una differenza negativa il presente rigo non viene compilato.
Da notare che l’imposta versata a seguito di ricezione di comunicazioni di irregolarità o di cartelle esattoriali relativa ad anni fiscali precedenti quello di riferimento della dichiarazione IVA2026 deve essere indicata nella sezione VQ.
Terzo passaggio: il dettaglio nel rigo VL41
La compilazione del rigo VL41 rappresenta, in un certo senso, il risultato di quanto indicato nei righi precedenti della sezione VL. Il rigo contiene il dettaglio speculare di quanto riportato nel rigo VL33.
Più in dettaglio, nel rigo VL41 occorre riportare con riferimento all’imposta a debito la differenza (se positiva) tra l’imposta periodica dovuta e l’imposta periodica versata; relativamente all’imposta a credito, la differenza (se positiva) tra il credito che si sarebbe generato qualora l’imposta periodica dovuta fosse stata interamente versata entro la data di presentazione della dichiarazione annuale (“credito teorico”) e il credito “effettivo”.
In dettaglio, nel rigo VL41 si indica:
- campo 1: la differenza, se positiva, tra l’imposta periodica dovuta e l’imposta periodica versata, pari alla differenza tra il campo 2 e la somma dei campi 3, 4 e 5 del rigo VL30
- campo 2: la differenza, se positiva, tra il credito teorico (dato dalla somma algebrica dei seguenti campi: VL4 + VL11 col.1 + VL12 col.1 + VL24 + VL25 + VL26 + VL27 + VL28 + VL29 + VL30 col.1 + VL31, meno VL3 + VL20 + VL21 + VL22 + VL23) e il credito effettivo indicato nel rigo VL33
Caso pratico di compilazione
Si prenda il caso di un’impresa che a fine anno vanta un credito teorico di 3.200 euro, ma nel corso del 2025 non ha completato tutti i versamenti periodici. La situazione si presenta così:
| Periodo | Imposta a debito | Imposta versata |
|---|---|---|
| I Trimestre | 1.800 | 1.600 |
| II Trimestre | 3.100 | 3.100 |
| III Trimestre | 2.250 | 0 |
| IV Trimestre | 3.200 | credito “teorico” |
| Acconto | 720 |
La compilazione della sezione VL, righi VL33 e VL41, si presenta come segue:
Nel rigo VL30 campo 2 si indica 7.870 (1.800 + 3.100 + 2.250 + 720), mentre nel campo 3 si riporta 4.700 (1.600 + 3.100). Il campo 1 del rigo VL30 sarà pari a 7.870.
Nel rigo VL33 si indica 650 come credito effettivo, calcolato considerando nei crediti solo quanto versato (4.700) anziché quanto dovuto (7.870).
Nel rigo VL41 campo 1 si riporta 3.170 (differenza tra 7.870 e 4.700), mentre nel campo 2 si indica 2.550 (differenza tra il credito teorico di 3.200 e il credito effettivo di 650).
La sezione VQ per i versamenti periodici omessi
La sezione VQ della dichiarazione IVA2026 accoglie le informazioni in dettaglio dei versamenti omessi, proprio per poter determinare qual è il credito maturato a seguito di versamenti di imposta periodica non spontanei ovvero ripresi dopo la sospensione per eventi eccezionali, relativi ad anni fiscali precedenti quello di riferimento della presente dichiarazione.
Nel rigo VL30, come già anticipato, si indica l’imposta versata a seguito di ricezione di comunicazioni di irregolarità o di cartelle esattoriali relativa all’anno 2025.
Nella sezione VQ per ogni rigo occorre indicare:
- colonna 1: l’anno fiscale cui si riferisce l’imposta periodica non versata
- colonna 2: la differenza, se positiva, tra l’imposta periodica dovuta e l’imposta periodica versata
- colonna 3: con riferimento all’anno fiscale indicato in colonna 1, la differenza, se positiva, tra il credito che si sarebbe generato qualora l’imposta periodica dovuta fosse stata interamente versata entro la data di presentazione della relativa dichiarazione annuale (“credito teorico”) e il credito effettivamente liquidato nel rigo VL33 della stessa dichiarazione
- colonne 4, 5 e 6: l’ammontare dell’imposta periodica di anni precedenti versate tramite versamenti non spontanei
- colonna 8: l’ammontare del credito che matura per effetto dei versamenti esposti nelle precedenti colonne 5, 6 e 7 dei righi da VQ1 a VQ5 e successivamente riportate in VL12 (se nella sezione VQ non è barrata la col. 11 “Gruppo”)
L’importo del credito maturato risulta pari al risultato, se positivo, del seguente calcolo: (col.5 + col.6 + col.7) meno il maggiore tra (col.2 – col.3 – col.4) e 0.
Esempio operativo di compilazione del quadro VQ
Si ipotizzi che nel periodo fiscale 2023 vi sia il seguente scenario:
- 62.000 euro come imposta periodica dovuta
- 45.000 euro come imposta periodica versata
- 18.500 euro come credito teorico
- 12.300 euro di credito liquidato (rigo VL33 modello IVA 2024)
- 2.400 euro di imposta periodica versata a seguito di comunicazioni di irregolarità ricevuta tra il giorno successivo alla presentazione della dichiarazione relativa al 2024 e la data di presentazione della dichiarazione relativa al presente anno fiscale
La compilazione della sezione VQ si presenta così:
Nella colonna 1 si indica 2023, nella colonna 2 si riporta 17.000 (differenza tra 62.000 e 45.000), nella colonna 3 si indica 6.200 (differenza tra 18.500 e 12.300), nella colonna 5 si riporta 2.400 (versamenti non spontanei effettuati).
Nella colonna 8 si calcola il credito maturato: 2.400 – max(17.000 – 6.200 – 0; 0) = 2.400 – 10.800 = -8.400, quindi 0 (non può essere negativo). In questo caso non matura credito perché i versamenti non spontanei non hanno ancora coperto tutta la differenza tra IVA dovuta e versata.



