La campagna dichiarativa per il periodo d’imposta 2025 si avvicina, e l’Amministrazione finanziaria ha reso disponibili le versioni aggiornate della modulistica necessaria. Si tratta, come spesso accade in questa fase dell’anno, di bozze che incorporano le ultime modifiche normative intervenute con la manovra di fine anno.
A dicembre erano state diffuse le prime versioni provvisorie della modulistica, ma occorreva un secondo passaggio. Le nuove bozze tengono infatti conto delle disposizioni contenute nella Legge di Bilancio 2026, che al momento della prima pubblicazione – avvenuta il 19 dicembre – non erano ancora entrate in vigore. Un aggiornamento che si è reso necessario per garantire la piena conformità dei modelli al quadro normativo attuale.
L’offerta modulistica per la stagione 2026
Sul portale istituzionale dell’Agenzia delle Entrate è possibile consultare, in formato provvisorio, diverse tipologie di dichiarazione. Il modello 730, utilizzato prevalentemente dai lavoratori dipendenti e pensionati, è disponibile insieme alle istruzioni di compilazione, anche se nella prassi si attendono ancora le versioni definitive.
Accanto a questo, figurano il modello Redditi Persone Fisiche – che raccoglie tutte le tipologie di reddito – e le varianti destinate agli enti non commerciali (Enc) e alle società. Completano il quadro il modello 770, necessario per i sostituti d’imposta che devono certificare le ritenute operate, il modello IRAP per l’imposta regionale sulle attività produttive e infine il consolidato nazionale e mondiale (CNM), strumento utilizzato dalle imprese che optano per la tassazione di gruppo.
Una particolarità riguarda la Certificazione Unica e la dichiarazione IVA relative al 2026, che sono già state pubblicate in versione definitiva. Per queste ultime, dunque, non si attendono ulteriori revisioni, e le istruzioni operative sono già a disposizione degli operatori.
Le modifiche al modello 730
Nel modello semplificato destinato a dipendenti e pensionati, gli interventi più rilevanti riguardano alcune voci di spesa che trovano ora una collocazione specifica. È il caso, ad esempio, delle spese sostenute per familiari fiscalmente a carico, che nella prassi quotidiana generano spesso dubbi interpretativi.
Compare inoltre una sezione dedicata al contributo previsto per l’acquisto di elettrodomestici caratterizzati da elevata efficienza energetica. Si tratta di un’agevolazione introdotta di recente, che mira a incentivare il rinnovo degli apparecchi domestici con modelli meno energivori. L’inserimento nel modello consente ai contribuenti di formalizzare la fruizione del beneficio direttamente in dichiarazione.
Un’altra novità riguarda il trattamento fiscale dei fringe benefit destinati ai dipendenti che risiedono in abitazioni prese in locazione. Le disposizioni normative hanno modificato la soglia di esenzione per questa categoria di lavoratori, e il modello aggiornato recepisce tali variazioni, permettendo una corretta indicazione dei valori che non concorrono alla formazione del reddito imponibile.
Iper ammortamento e altre novità nel modello Redditi
Sul fronte delle imprese, l’intervento più significativo nel modello Redditi riguarda la reintroduzione dell’iper ammortamento. Nel quadro RF, dedicato al reddito d’impresa, sono stati inseriti nuovi codici tributo che consentiranno di gestire le maggiorazioni delle quote di ammortamento relative agli investimenti in beni strumentali nuovi.
La disciplina si applica agli acquisti effettuati dal 1° gennaio 2026 fino al 30 settembre 2028, come stabilito dalla normativa di Bilancio. Nella prassi, questo significa che le aziende che investono in macchinari, impianti e attrezzature potranno dedurre un valore superiore rispetto al costo effettivamente sostenuto, con percentuali di maggiorazione che variano in base alla tipologia di bene.
Il meccanismo riguarda anche i contratti di leasing: i canoni di locazione finanziaria godranno anch’essi del coefficiente maggiorativo, purché relativi a beni strumentali nuovi acquisiti nel periodo di vigenza dell’agevolazione. Si consideri che, per fruire del beneficio, occorrerà rispettare specifici requisiti tecnici e procedurali, la cui definizione puntuale sarà fornita dalle istruzioni operative.
Altre modifiche presenti nella bozza riguardano l’assegnazione agevolata di beni ai soci, un istituto che consente di trasferire asset aziendali applicando imposte sostitutive ridotte. Le disposizioni relative alla crisi d’impresa hanno anch’esse trovato spazio nel modello, così come le previsioni in tema di rateizzazione delle plusvalenze, che permettono di diluire nel tempo l’imposizione su determinati proventi straordinari.
Gli aggiornamenti per enti non commerciali, società e IRAP
Anche i modelli destinati agli enti non commerciali hanno subito revisioni. Questi soggetti, che comprendono associazioni, fondazioni e altri organismi senza scopo di lucro, si trovano spesso a gestire situazioni reddituali complesse, dove coesistono attività istituzionali e commerciali. Le modifiche introdotte tengono conto delle evoluzioni normative intervenute nell’ultimo anno.
Il modello Redditi Società di Persone è stato adeguato per riflettere le novità applicabili alle partnership e alle società di capitali in regime di trasparenza. Anche in questo caso, si tratta di un passaggio necessario per garantire coerenza con il quadro legislativo vigente.
Per quanto riguarda il consolidato nazionale e mondiale, le variazioni riguardano prevalentemente aspetti tecnici legati alla determinazione della base imponibile di gruppo. Si tratta di un modello utilizzato da realtà aziendali strutturate, che scelgono di sommare algebricamente i redditi delle società partecipanti al consolidato, ottenendo così una tassazione unitaria.
Il modello IRAP, infine, è stato rivisto per incorporare le modifiche normative che hanno interessato la base imponibile e le aliquote applicabili in alcuni settori o territori. Si ricordi che l’imposta regionale sulle attività produttive presenta caratteristiche peculiari, essendo svincolata dal reddito e colpendo invece il valore della produzione netta.
Tempi e modalità di trasmissione
Al momento, come spesso accade in questa fase dell’anno, si attendono le versioni definitive della modulistica. L’apertura dei canali telematici per l’invio delle dichiarazioni avverrà successivamente, secondo un calendario che l’Agenzia delle Entrate comunicherà nei prossimi mesi.
I professionisti del settore – commercialisti, consulenti fiscali, CAF – stanno già esaminando le bozze per prepararsi alla stagione dichiarativa. Nella prassi, questa attività di studio preventivo consente di individuare eventuali criticità applicative e di predisporre le procedure operative necessarie per assistere i contribuenti.
È opportuno notare che le bozze pubblicate sul sito istituzionale sono accompagnate dalle relative istruzioni, documenti che forniscono chiarimenti sulla compilazione dei singoli quadri e sulla documentazione da conservare. Queste guide operative rappresentano un riferimento essenziale per chi si appresta a predisporre le dichiarazioni, anche se occorrerà verificare eventuali ulteriori precisazioni che potrebbero arrivare con le versioni definitive.
| Modello | Destinatari | Principali novità |
|---|---|---|
| 730/2026 | Dipendenti e pensionati | Spese familiari a carico, bonus elettrodomestici, welfare aziendale per locatari |
| Redditi PF | Persone fisiche con redditi complessi | Iper ammortamento, assegnazione agevolata, rateizzazione plusvalenze |
| Redditi ENC | Enti non commerciali | Adeguamenti normativi 2025-2026 |
| Redditi Società | Società di persone e capitali | Modifiche tecniche da Legge di Bilancio |
| 770 | Sostituti d’imposta | Certificazioni ritenute operate |
| IRAP | Imprese e professionisti | Variazioni base imponibile e aliquote |
| CNM | Gruppi societari | Aggiornamenti tassazione consolidata |
La documentazione completa – modelli in bozza e istruzioni – è consultabile nell’apposita sezione del portale dell’Agenzia delle Entrate, dove vengono raccolti tutti i materiali necessari per la predisposizione delle dichiarazioni fiscali.



