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Fisco & Imposte Dirette/Indirette
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Fisco & Imposte Dirette/Indirette Fisco
3 MIN LETTURA 02/11/2026

Taglio IRPEF 2027: aliquota del 33% fino a 55.000 euro, ma solo per un anno

Sintesi Operativa
Il progetto di Bilancio 2027 estenderebbe al reddito tra 50.000 e 55.000 euro l'aliquota IRPEF del 33%, con un risparmio lordo massimo di 500 euro annui e durata limitata al solo 2027. Sotto 50.000 euro non cambierebbe l'imposta; oltre 55.000 il vantaggio resterebbe fermo al tetto. L'ulteriore ampliamento a 60.000 euro e la detassazione delle tredicesime sono rinviati. Lavoratori, professionisti e datori di lavoro devono attendere l'approvazione definitiva prima di adeguare ritenute o fondare scelte finanziarie su un beneficio ancora provvisorio.
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Il disegno di legge di Bilancio 2027, presentato dopo il Consiglio dei Ministri del 28 ottobre 2026, prevede per l’IRPEF un taglio destinato a rimanere modesto e provvisorio: il secondo scaglione si allarga fino a 55.000 euro, e soltanto per il 2027. A confermarlo è stato il vicepremier Antonio Tajani, primo promotore della misura a favore del ceto medio, in una risposta a Informazione Fiscale: l’estensione a 60.000 euro e la detassazione delle tredicesime slittano al prossimo anno. Come ha detto lo stesso Tajani, “tutto non si può fare”. Il Parlamento deve ancora esaminare le misure e il testo definitivo potrebbe subire modifiche.

Scaglioni: L’effetto previsto per il 2027

Per cogliere la portata dell’intervento conviene richiamare come è costruita l’imposta. Con le regole vigenti dopo la legge di Bilancio 2026, l’IRPEF si applica per scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.000 a 50.000 euro e 43% oltre i 50.000 euro. Secondo le fonti, la Manovra 2027 porterebbe l’aliquota del 33% fino a 55.000 euro, cioè sposterebbe di 5.000 euro il limite del secondo scaglione. Il reddito tra 50.000 e 55.000 euro verrebbe dunque tassato al 33% anziché al 43%.

La misura ha una scadenza dichiarata: si esaurirebbe con il 2027. Dal 2028 tornerebbe la struttura di prima, a meno che la prossima legge di Bilancio non decida diversamente.

Risparmio: Il valore effettivo

Il vantaggio riguarda soltanto la quota di reddito che passa dall’aliquota del 43% a quella del 33%, ossia 10 punti percentuali applicati a un massimo di 5.000 euro. Il risparmio lordo massimo ammonta perciò a 500 euro l’anno (5.000 per 10%). Lo ottiene per intero chi supera i 55.000 euro di reddito imponibile, mentre chi si colloca tra 50.000 e 55.000 euro risparmia in misura proporzionale.

Reddito imponibile IRPEF Risparmio lordo 2027 (ipotesi)
Fino a 50.000 euro Nessuno
52.000 euro 200 euro (2.000 per 10%)
55.000 euro e oltre 500 euro (massimo)

Come termine di paragone, la stampa specializzata aveva calcolato che l’aliquota del 33% estesa fino a 60.000 euro avrebbe garantito un risparmio fino a 1.000 euro l’anno (10.000 per 10%). Sono importi lordi: non comprendono le addizionali regionali e comunali né le detrazioni, che l’intervento non tocca.

Promesse Rinviate: Il rinvio di 60.000 euro e tredicesime

Tajani ha ribadito che il secondo scaglione va portato a 60.000 euro, però a partire dal prossimo anno. Identica sorte per la detassazione delle tredicesime, un’altra misura che Forza Italia sostiene da tempo. Le risposte, date a margine di Economica 2026, evento romano promosso da ANPIT (Associazione Nazionale per l’Industria e il Terziario), non fanno prevedere novità di rilievo nel corso dell’iter della Manovra: anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, nelle ultime settimane, ha ripetuto più volte che la coperta è corta.

Copertura: I limiti dei conti pubblici

All’origine del ridimensionamento c’è un problema di risorse. La revisione ipotizzata, con lo scaglione esteso fino a 60.000 euro, avrebbe richiesto 2,7 miliardi di euro, un importo che il Governo ha giudicato insostenibile. La questione è rimasta aperta fino al Consiglio dei Ministri che ha varato l’impianto iniziale della Manovra. Si è scelta infine una mini estensione, con scadenza fissata a fine 2027.

Pesa inoltre il contesto politico: si tratta dell’ultima legge di Bilancio di questa legislatura, per cui le decisioni dell’anno prossimo dipenderanno dalla situazione e dai programmi di chi sarà al governo. Le promesse spostate al 2028 vanno perciò lette come intenzioni, non come impegni normativi.

Cosa Fare: La lettura della misura

Per lavoratori e professionisti con redditi superiori a 50.000 euro, il taglio vale al massimo qualche centinaio di euro e per un solo anno: meglio non basare piani familiari o finanziari su un risparmio tanto limitato. Datori di lavoro e consulenti del lavoro dovranno aspettare il testo definitivo per stabilire se e in che modo adeguare le ritenute in busta paga dal 2027, e se il conguaglio di fine anno basti allo scopo. Chi cura la pianificazione dei redditi può sfruttare la scadenza del 2027 per valutare se anticipare o posticipare redditi da un esercizio all’altro, ricordando che l’eventuale beneficio dipende da norme non ancora approvate e che un rinvio potrebbe comportare una tassazione più elevata nel 2028.

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Nota informativa: Il presente approfondimento ha scopo puramente informativo e divulgativo alla data di redazione (02/11/2026). Per la trattazione di casistiche specifiche si raccomanda il ricorso a una consulenza professionale personalizzata.