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Accertamento & Riscossione
Rottamazione quinques
Accertamento & Riscossione Rottamazione quinques
5 MIN LETTURA 27/10/2026

Rottamazione-quinquies enti territoriali: domande dal 16 ottobre al 15 dicembre

Sintesi Operativa
Chi ha debiti affidati ad AdER dagli enti territoriali nel periodo 2000-2023 può chiedere la rottamazione-quinquies online entro il 15 dicembre 2026, se l’ente creditore ha aderito. Il pagamento comprende capitale residuo, spese esecutive e notifica, con esclusione di sanzioni, interessi e aggio; per le multe resta dovuta la sanzione. Sono esclusi i carichi riscossi direttamente o da concessionari privati e i piani quater regolari al 30 settembre 2025. Il prospetto informativo permette di selezionare i debiti e confrontare gli importi prima dell’invio.
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La fase operativa della Rottamazione-quinquies per le cartelle degli enti territoriali è ormai partita. Sul proprio sito Agenzia delle entrate-Riscossione ha attivato il servizio con cui si individuano i debiti che si possono definire e si trasmette la domanda di adesione. A partire dal 15 ottobre 2026 è possibile ottenere online il prospetto informativo, che riporta i carichi rottamabili e le somme da versare; la finestra per presentare le domande è stata aperta il 16 ottobre 2026 e terminerà il 15 dicembre 2026. L’invio avviene esclusivamente per via telematica. L’intervento copre i debiti nei confronti degli enti territoriali che hanno trasmesso all’agente della riscossione il provvedimento con cui estendono la definizione agevolata alle proprie entrate: bollo auto, Imu, Tari, multe stradali. Il contribuente versa unicamente il capitale residuo, più le eventuali spese per le procedure esecutive e i diritti di notifica, e non deve invece gli interessi e le sanzioni inclusi nei carichi, gli interessi di mora e l’aggio. Restano fuori i tributi locali che gli enti gestiscono direttamente o che hanno affidato a concessionari privati, per i quali possono essere previste definizioni autonome.

Chi Può Aderire: Quali debiti rientrano e quali no

Sono interessati i debiti, di natura tributaria e non, che Regioni ed enti locali hanno affidato all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023; restano esclusi quelli originati da condanne della Corte dei conti. In base alla fonte consultata, lo strumento è stato introdotto dal decreto-legge n. 38/2026, convertito dalla legge n. 88/2026. Le fonti giornalistiche non sono del tutto concordi sugli estremi dei provvedimenti che in seguito hanno spostato i termini: prima di citare il riferimento normativo in un atto, quindi, occorre controllarlo sul sito dell’Agenzia o in Gazzetta Ufficiale.

L’adesione non scatta in automatico né per il contribuente né per l’ente: la rottamazione vale solo per i carichi dei soggetti che hanno trasmesso a Riscossione la delibera con cui optano per la definizione. Se la cartella proviene da un Comune che non ha aderito, o da un ente che riscuote da sé o per mezzo di un concessionario privato, questo canale non è utilizzabile e bisogna accertare se l’ente abbia previsto una definizione autonoma.

Precedenti Rottamazioni: Chi rientra e chi resta fuori

Rientrano nella norma anche i debiti già compresi nelle tre rottamazioni precedenti, per i quali il contribuente è decaduto, vale a dire ha perso i benefici. Possono accedervi inoltre quelli già oggetto della Rottamazione-quater, con la relativa riammissione, per i quali al 30 settembre 2025 i benefici risultavano persi. Restano invece fuori i debiti inseriti nei piani di pagamento della Rottamazione-quater, e della relativa riammissione, per i quali alla medesima data tutte le rate scadute erano state pagate regolarmente. Detto in breve, chi paga con regolarità un piano in corso rimane nel piano, mentre chi lo ha perso può ripartire con la nuova definizione.

Cosa Si Risparmia: Vantaggi e importi

Il beneficio sta nel pagare esclusivamente il capitale ancora dovuto. A carico del contribuente rimangono le eventuali spese per le procedure esecutive e i diritti di notifica. Vengono cancellati gli interessi e le sanzioni compresi nei carichi, gli interessi di mora e l’aggio, ossia il compenso spettante all’agente della riscossione. Per le sanzioni amministrative derivanti da violazioni del Codice della strada sono esclusi gli interessi, incluse le cosiddette maggiorazioni, e l’aggio: sulle multe, perciò, la definizione agisce su interessi e maggiorazioni e non sull’importo della sanzione in sé. Occorre leggere con cura questo aspetto, dato che il risparmio sulle multe può risultare meno ampio di quello ottenibile sulle imposte.

Come Presentare la Domanda: Il prospetto e i passaggi

Si comincia richiedendo il prospetto informativo, che riporta i carichi definibili e le somme dovute. La richiesta può avvenire in due modi.

Ottenuto il prospetto, si decide quali carichi definire e si trasmette la domanda online entro il 15 dicembre 2026. Il canale pubblico richiede tempi più lunghi, perciò conviene attivarlo senza attendere le ultime settimane.

Dopo la Domanda: Le scadenze di versamento

Stando alle fonti giornalistiche consultate, Agenzia delle entrate-Riscossione farà conoscere le somme dovute entro il 28 febbraio 2027, e il versamento potrà avvenire in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027 o in un massimo di cinquantaquattro rate bimestrali di pari importo. Tali dati non compaiono nella fonte principale e non sono stati riscontrati sul testo di legge: vanno perciò controllati sul sito dell’Agenzia prima di programmare i pagamenti. In ogni caso, con il piano rateale il mancato pagamento delle rate nei termini fa perdere i benefici, secondo le regole generali delle definizioni precedenti.

Cosa Fare Adesso: Una sequenza pratica

Chi è titolare di cartelle di Comuni o Regioni dovrebbe seguire questi passaggi: controllare sul sito di Riscossione se l’ente ha trasmesso la delibera, richiedere il prospetto informativo, esaminare l’elenco dei carichi e raffrontare gli importi con le proprie scritture, decidere se pagare in un’unica soluzione o a rate e inviare la domanda entro il 15 dicembre 2026. I professionisti che seguono più clienti trovano utile compilare in anticipo un elenco delle posizioni, con enti, anni e tipo di debito, così da presentare le domande per tempo.

Domande frequenti

Entro quando si presenta la domanda per la rottamazione dei debiti locali?

La domanda si trasmette esclusivamente online entro il 15 dicembre 2026. Prima dell’invio occorre controllare che l’ente creditore abbia aderito, richiedere il prospetto informativo e confrontare i carichi definibili con le proprie posizioni debitorie.

Rientrano anche i tributi riscossi direttamente dal Comune?

No, restano fuori i tributi locali riscossi direttamente dall’ente o affidati a concessionari privati. La definizione riguarda i carichi affidati ad AdER dagli enti aderenti; per gli altri debiti occorre verificare se esistano forme autonome di definizione.

La rottamazione cancella anche l’importo delle multe stradali?

No, per le sanzioni derivanti da violazioni del Codice della strada la definizione elimina interessi, maggiorazioni e aggio, ma non la sanzione stessa. Il risparmio può quindi essere inferiore a quello ottenibile sulle cartelle relative alle imposte.

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Nota informativa: Il presente approfondimento ha scopo puramente informativo e divulgativo alla data di redazione (27/10/2026). Per la trattazione di casistiche specifiche si raccomanda il ricorso a una consulenza professionale personalizzata.