Il Quotidiano Fiscale – 2 novembre 2026 (Pdf)
Come ogni giorno alle 17:00, Il Quotidiano Fiscale raccoglie gli articoli pubblicati oggi sul blog di Studio Pizzano: il numero del 2 novembre 2026 conta 12 articoli operativi suddivisi per aree tematiche.
Cosa troverai in questo numero:
In questo numero mettiamo al centro le dichiarazioni, perché il 2 novembre 2026 scadono sia il modello Redditi PF 2026 sia il modello 770/2026. Per le persone fisiche vediamo chi deve presentare il Redditi, quali sono gli esoneri e i quadri in più rispetto al 730, come rateizzare i versamenti fino al 16 dicembre e come correggere un 730 sbagliato. Chi supera il termine può ancora inviare la dichiarazione tardiva entro il 1° febbraio 2027, con una sanzione di 25 euro. Ci occupiamo anche di integrativa, ravvedimento, dichiarazione infedele e dei limiti previsti per chi ha aderito al concordato. Per il 770 segnaliamo le novità di quest’anno: il nuovo rigo SX50 sulla somma integrativa, il quadro SX1, il codice V nei quadri ST e SV e l’imposta sostitutiva per gli infermieri.
L’altro grande tema è la manovra 2027, approvata dal Governo con una dotazione di 26 miliardi. Ne ricostruiamo le misure e il percorso in Parlamento. Il taglio IRPEF estende l’aliquota del 33% ai redditi fino a 55.000 euro, ma vale solo per il 2027: la soglia di 60.000 euro e le tredicesime sono rinviate al prossimo anno. Alla vigilia del Consiglio dei ministri si parlava anche di forfettari a 100.000 euro, di cedolare sui negozi e di misure per i giovani, tutte ancora da confermare. Il disegno di legge di bilancio rafforza poi la ZES unica con 3,65 miliardi, finanzia il software cloud per imprese e professionisti e rinvia plastic e sugar tax.
Completano il numero alcuni aggiornamenti operativi. Per il ravvedimento speciale legato al concordato preventivo biennale 2026-2027, il provvedimento del 23 ottobre 2026 fissa il versamento con F24 tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2027, con la possibilità di pagare in dieci rate mensili. Per le SSD, dopo la circolare 7/E del 2026, il riconoscimento sportivo non basta più a ottenere la decommercializzazione: lo statuto deve contenere le clausole dell’art. 148 TUIR. La Cassazione, con la sentenza 27558/2026, esclude che il Fisco possa agire contro il socio accomandante per i debiti tributari della sas, salvo immistione nella gestione o quota di liquidazione. Infine, l’art. 8 del D.L. 19/2026 consente di eliminare le ricevute POS cartacee e usare l’estratto conto, purché si abbiano il dettaglio delle operazioni e una corretta conservazione.
Come leggerlo?
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