Quadro DI del modello 770/2026: chi lo compila e come indicare il credito
Nel modello 770/2026 il quadro DI serve a comunicare all’Agenzia delle Entrate i crediti derivanti da dichiarazioni integrative a favore presentate “in ritardo”, ossia dopo il termine ordinario entro cui si può correggere l’anno successivo. A compilarlo è il sostituto d’imposta che nel 2025 ha trasmesso almeno un’integrativa di questo genere, dalla quale sia risultato un maggior credito di ritenute non richiesto a rimborso. A fare la differenza è il momento dell’invio: se l’integrativa è partita entro la scadenza del 770 riferito al periodo d’imposta successivo (integrativa “annuale”), il quadro resta vuoto; se è partita dopo (integrativa “ultrannuale”), il credito deve comparire nel 770 dell’anno in cui la correzione è stata presentata. La compilazione procede per righi, uno per ogni nota (il codice che individua la tipologia di credito) e per ogni periodo d’imposta, con l’anno corretto e la sola quota di credito non chiesta a rimborso. Il valore viene quindi riportato nel quadro SX, dove entra nel credito che il sostituto può utilizzare in compensazione o domandare a rimborso. L’invio telematico della dichiarazione deve avvenire entro lunedì 2 novembre 2026.
Quadro Generale: Il 770 e le sue rettifiche
Con il modello 770 il sostituto d’imposta, vale a dire chi trattiene imposte alla fonte su stipendi, compensi, dividendi o altri redditi corrisposti a terzi, riepiloga le ritenute operate e versate durante l’anno. Per il 770/2026 si fa riferimento al 2025 e la trasmissione avviene solo in via telematica. La scadenza ordinaria è il 31 ottobre, ma nel 2026 questa data cade di sabato: il termine passa perciò a lunedì 2 novembre 2026.
Dopo l’invio possono venire alla luce degli errori: ritenute versate e non dichiarate, crediti trascurati, importi indicati in misura eccessiva. Per sistemarli il sostituto presenta una dichiarazione integrativa. Se la correzione produce un debito maggiore, l’integrativa è detta “a sfavore”; se produce un debito minore o un credito più elevato, è detta “a favore”. Il quadro DI interessa esclusivamente quest’ultimo caso, e soltanto a una precisa condizione temporale, illustrata nel paragrafo seguente.
Base Normativa: La disciplina dell’articolo 2, comma 8-bis
La regola è contenuta nell’articolo 2, comma 8-bis, del D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322. A seguito delle modifiche apportate dall’articolo 5 del decreto legge n. 193 del 2016, le integrative a favore possono essere trasmesse entro i termini fissati dall’articolo 43 del D.P.R. n. 600 del 1973 per l’accertamento, di norma il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione originaria. Prima della riforma, invece, l’integrativa a favore era consentita solo entro il termine di presentazione della dichiarazione dell’anno successivo.
Il comma 8-bis pone tuttavia un limite all’impiego del credito: quando l’integrativa è presentata dopo il termine della dichiarazione del periodo successivo, il maggior credito può essere compensato solo per pagare debiti sorti dal periodo d’imposta seguente a quello di invio dell’integrativa. In più, il credito va esposto nella dichiarazione del periodo in cui l’integrativa viene presentata. Con il quadro DI del 770 il sostituto assolve proprio questo obbligo di indicazione. Ne deriva che il credito non è utilizzabile subito nel periodo in cui sorge, ma soltanto più avanti.
Annuale o Ultrannuale: Il criterio che risolve la questione
Per stabilire se il quadro DI sia necessario bisogna individuare la scadenza del 770 successivo a quello rettificato e metterla a confronto con la data di trasmissione dell’integrativa. Se la correzione riguarda il 770 del periodo d’imposta 2022 (modello 770/2023), rileva la scadenza del 770 del periodo 2023 (modello 770/2024), che era il 31 ottobre 2024. L’integrativa inviata dopo tale data è ultrannuale.
| Caso | Quando è presentata l’integrativa | Quadro DI |
|---|---|---|
| Annuale | Entro il termine del 770 del periodo d’imposta successivo | Non si compila |
| Ultrannuale | Oltre quel termine, ma entro i termini di accertamento | Si compila nel 770 dell’anno di presentazione |
Per il 770/2026 assumono dunque rilievo le integrative ultrannuali inviate nel corso del 2025. Una correzione trasmessa a giugno 2025 sul 770/2024, relativo al periodo 2023, è invece annuale: il 770 del periodo successivo (770/2025) scade il 31 ottobre 2025, per cui l’integrativa rispetta i termini brevi e per quel modello il quadro non va compilato.
Compilazione: Righi e colonne del quadro DI
Nel quadro DI si utilizza un rigo per ogni nota e per ogni periodo d’imposta. Le colonne che interessano sono quattro.
- Colonna 1: il codice fiscale del soggetto cui l’integrativa si riferisce, da riportare solo se diverso da quello del dichiarante, ad esempio quando la società dichiarante ha incorporato quella che aveva inviato il modello rettificato;
- Colonna 2: la nota, ossia il codice che individua la tipologia di credito;
- Colonna 3: l’anno del modello, cioè il periodo d’imposta cui l’integrativa è riferita;
- Colonna 5: il maggior credito risultante, limitato alla quota non richiesta a rimborso nell’integrativa.
Tra le note più frequenti figurano la A, per le ritenute su lavoro dipendente e assimilati, la B, per lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi, e la C, per i redditi di capitale. Le altre note riguardano in prevalenza intermediari, assicurazioni e crediti particolari. Per l’elenco completo e per i casi specifici, qui non riportati, il riferimento resta alle istruzioni ufficiali del modello.
Raccordo con il Quadro SX: La destinazione dell’importo
La cifra riportata nella colonna 5 del quadro DI non rimane isolata: deve essere trasferita nel quadro SX, che riepiloga i crediti del sostituto e il loro impiego. Per le note da A a F il credito confluisce nel rigo SX4, colonna 3, e contribuisce al credito complessivo di colonna 4. Spetta poi al sostituto scegliere se destinarlo alla compensazione (colonna 5) o al rimborso (colonna 6). Per le restanti note il credito rientra nel residuo del rigo dedicato, compreso tra SX37 e SX49.
Nella pratica il quadro DI “dichiara” il credito, mentre il quadro SX ne regola l’impiego. Se si salta uno dei due passaggi, il credito risulta incoerente fra i quadri e possono sorgere problemi al momento della compensazione.
Primo Esempio: Alfa S.r.l. e il 770/2023
Nel marzo 2025 Alfa S.r.l. ha inviato un’integrativa del 770/2023, riferito al periodo d’imposta 2022, da cui è risultato un maggior credito di 1.200 euro per ritenute su lavoro autonomo, non richiesto a rimborso dalla società. Il termine “breve” per questa correzione era il 31 ottobre 2024, perciò l’integrativa è ultrannuale.
| Colonna | Contenuto |
|---|---|
| Nota | B |
| Anno | 2022 |
| Credito | 1.200 euro |
L’importo di 1.200 euro va poi trasferito nel rigo SX4, colonna 3.
Secondo Esempio: Beta S.p.A. con tre integrative
Nel 2025 Beta S.p.A. ha trasmesso tre integrative a favore. La prima si riferisce al 770/2022 (periodo 2021) e riporta un credito di 3.000 euro da lavoro dipendente, di cui 1.000 euro richiesti a rimborso. La seconda interessa il 770/2023 (periodo 2022) e riporta un credito di 800 euro da redditi di capitale. La terza concerne il 770/2024 (periodo 2023), è stata inviata a giugno 2025 ed è annuale: non rientra quindi nel quadro DI.
I righi da compilare sono dunque due.
| Rigo | Nota | Anno | Credito |
|---|---|---|---|
| Primo | A | 2021 | 2.000 euro (3.000 meno 1.000 chiesti a rimborso) |
| Secondo | C | 2022 | 800 euro |
Nel rigo SX4, colonna 3, confluiscono 2.800 euro. Una precisazione di metodo: la quota chiesta a rimborso, pari a 1.000 euro, non entra nel quadro DI perché segue un altro percorso, quello dell’istanza di rimborso.
Uso del Credito: Compensazione e rimborso
Il credito esposto nel quadro DI può essere compensato con il modello F24 esclusivamente per debiti sorti a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui l’integrativa è stata presentata, secondo quanto dispone il comma 8-bis. Nel caso di Alfa S.r.l., che ha presentato l’integrativa nel 2025, il credito di 1.200 euro potrebbe servire a saldare debiti che maturano dal 2026 in poi. Non è quindi corretto impiegarlo subito per i versamenti del 2025 ancora in corso.
In alternativa, il sostituto può domandare il rimborso del credito compilando la colonna 6 del rigo SX4 per le note da A a F. Sia per la compensazione sia per il rimborso occorre comunque controllare gli ulteriori limiti e le regole generali sull’utilizzo dei crediti, per esempio i vincoli previsti per le compensazioni oltre certe soglie, che variano con l’importo e con la natura del credito. Le fonti consultate non hanno fornito elementi sufficienti per precisarli, e per questo è opportuno un controllo caso per caso.
Cosa Fare: Le verifiche prima della trasmissione
Per chi deve inviare il 770/2026 entro il 2 novembre 2026, qualche controllo aiuta a evitare errori.
- Ricostruire l’elenco di tutte le integrative a favore trasmesse nel 2025, con data di invio e periodo d’imposta corretto;
- per ognuna, mettere a confronto la data di invio con la scadenza del 770 del periodo successivo, così da classificarla come annuale o ultrannuale;
- separare, per ogni integrativa, la quota di credito chiesta a rimborso da quella rimasta disponibile, che è la sola da riportare in colonna 5;
- individuare la nota giusta per ciascun tipo di ritenuta e un rigo per ogni abbinamento di nota e anno;
- trasferire il totale nel quadro SX, nel rigo che corrisponde alla nota;
- nelle operazioni straordinarie, come la fusione per incorporazione, indicare il codice fiscale del soggetto cui l’integrativa si riferisce.
Se sorgono incertezze sulla qualificazione di un’integrativa, conviene fare sempre riferimento alle istruzioni ufficiali del modello 770/2026 diffuse dall’Agenzia delle Entrate, che hanno la precedenza sulle sintesi dei commentatori.
Domande frequenti
Chi deve compilare il quadro DI del modello 770/2026?
Lo compila il sostituto d’imposta che nel 2025 ha presentato integrative a favore ultrannuali con maggiori crediti di ritenute non richiesti a rimborso. Le integrative inviate entro il termine della dichiarazione del periodo successivo restano escluse.
Come si riportano i crediti nel quadro DI?
Si compila un rigo per ogni combinazione di nota e periodo d’imposta, indicando la sola quota di maggior credito non richiesta a rimborso. L’importo della colonna 5 deve poi essere trasferito nel rigo pertinente del quadro SX.
Da quando posso compensare il credito di un’integrativa inviata nel 2025?
Il credito di un’integrativa ultrannuale presentata nel 2025 può compensare soltanto debiti sorti dal periodo d’imposta successivo, quindi dal 2026. Prima dell’utilizzo occorre controllare anche gli ulteriori limiti generali applicabili alla compensazione, secondo importo e natura del credito.