Intrastat, cambia la piattaforma: al via la transizione verso il nuovo Intr@web
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha avviato con un avviso del 22 luglio 2026 la migrazione degli adempimenti Intrastat verso una versione rinnovata dell’applicativo Intr@web. Dal 14 ottobre 2026 diventano operative le funzioni User to system (U2S), pensate per chi compila e invia gli elenchi manualmente dal portale. Dal 4 novembre 2026 partono anche i servizi System to system (S2S), destinati alle imprese che gestiscono l’adempimento tramite software gestionale. Per tutto il 2026 restano comunque disponibili, come strumenti di riserva, il vecchio Intr@web versione 27000 e il servizio Intra Online. Dall’8 febbraio 2027 questi due strumenti saranno invece dismessi e il nuovo Intr@web diventerà l’unico canale ammesso per gli elenchi riferiti alle operazioni del 2027. Nello stesso anno l’Agenzia prevede anche il progressivo superamento del Servizio Telematico Doganale (STD). Per imprese e studi professionali la fase attuale è quindi il momento giusto per verificare la compatibilità dei propri applicativi con il nuovo ambiente.
Che cosa cambia per gli operatori Intrastat
Gli elenchi Intrastat sono le comunicazioni periodiche con cui le imprese che effettuano scambi di beni e servizi con altri Paesi dell’Unione europea informano l’amministrazione doganale e quella fiscale sulle operazioni realizzate. Servono a due scopi: alimentare le statistiche sul commercio intracomunitario e permettere all’Agenzia delle Entrate di incrociare i dati con le dichiarazioni Iva dei soggetti coinvolti. Fino a oggi la compilazione e l’invio passano soprattutto da Intr@web, l’applicativo online gestito dall’Agenzia delle Dogane, oppure da Intra Online, un servizio più snello pensato per gli invii di dimensioni contenute.
Con l’avviso del 22 luglio 2026 l’Agenzia ha annunciato che questa architettura cambierà in modo sostanziale. Non si tratta soltanto di un restyling grafico del portale: la nuova versione di Intr@web introduce una distinzione tra due modalità operative, la compilazione manuale via portale (le funzioni U2S, sigla che sta per User to system, cioè “dall’utente al sistema”) e l’interscambio automatico tra i gestionali aziendali e i server dell’Agenzia (le funzioni S2S, System to system, “da sistema a sistema”). L’obiettivo dichiarato è centralizzare su un’unica piattaforma servizi che oggi sono sparsi su più strumenti, riducendo gli errori di compilazione manuale e semplificando l’integrazione tra contabilità, gestione Iva e trasmissione telematica.
Chi deve prestare attenzione alla transizione
La novità riguarda tutte le imprese tenute a presentare gli elenchi Intrastat, ma con impatti diversi a seconda del modo in cui gestiscono oggi l’adempimento. Chi compila gli elenchi direttamente sul portale dell’Agenzia, magari con l’assistenza dello studio commercialista, utilizzerà dal 14 ottobre 2026 la nuova interfaccia U2S, che consente anche di caricare file già pronti nei formati scambi.cee e Csv invece di inserire i dati riga per riga.
Chi invece si avvale di un software gestionale proprio, come spesso accade nelle imprese di maggiori dimensioni o negli studi che assistono clienti con volumi elevati di operazioni intracomunitarie, dovrà verificare la compatibilità dei propri applicativi con i nuovi servizi S2S, attivi dal 4 novembre 2026. È un passaggio che riguarda soprattutto i responsabili amministrativi e i fornitori di software gestionale, chiamati ad adeguare i tracciati di trasmissione al nuovo standard prima che gli strumenti attuali vengano dismessi.
Il calendario della migrazione
Il percorso disegnato dall’Agenzia delle Dogane si sviluppa su tre tappe precise, che è utile tenere a mente perché scandiscono tempi diversi per l’adeguamento degli operatori.
| Data | Cosa succede |
|---|---|
| 14 ottobre 2026 | Debutta la nuova versione online di Intr@web con le funzioni User to system (U2S) per la compilazione e la trasmissione manuale degli elenchi, anche tramite file scambi.cee e Csv |
| 4 novembre 2026 | Diventano disponibili i servizi System to system (S2S) per l’interscambio automatico tra i gestionali aziendali e la piattaforma dell’Agenzia |
| 8 febbraio 2027 | Il pacchetto Intr@web versione 27000 e il servizio Intra Online vengono dismessi; per i periodi del 2027 il nuovo Intr@web resta l’unico canale ammesso |
Per gli elenchi riferiti alle operazioni del 2026, quindi, la transizione è graduale: il nuovo Intr@web convive con gli strumenti già in uso, che restano attivi come soluzione di riserva in caso di indisponibilità della piattaforma, di anomalie tecniche o semplicemente per la compilazione manuale di elenchi di dimensioni ridotte. Il 2026 è dunque l’anno dell’adattamento gestionale, mentre il 2027 segna l’entrata a regime del nuovo assetto, quando l’obbligo di utilizzare esclusivamente il nuovo Intr@web scatterà per la prima trasmissione relativa a un periodo del nuovo anno.
La dismissione degli strumenti alternativi e il futuro del Servizio Telematico Doganale
Dall’8 febbraio 2027 il pacchetto Intr@web versione 27000, la versione più datata dell’applicativo, e il servizio Intra Online non saranno più utilizzabili. Chi continua a fare affidamento su questi strumenti dovrà quindi completare la migrazione entro quella data, senza attendere l’ultimo momento utile: un adeguamento tardivo rischia di tradursi in difficoltà operative proprio nella fase in cui l’adempimento Intrastat resta obbligatorio e i termini di presentazione non cambiano.
Nello stesso arco temporale l’Agenzia prevede di ricondurre nel nuovo ambiente anche i servizi oggi erogati tramite il Servizio Telematico Doganale, il sistema più ampio attraverso cui le imprese registrate gestiscono diversi adempimenti doganali, la cui dismissione è prevista nel corso del 2027. Per le imprese che utilizzano il Servizio Telematico Doganale anche per altre finalità oltre agli Intrastat, la transizione richiede quindi un monitoraggio non limitato al solo applicativo di compilazione degli elenchi, ma esteso all’intero rapporto telematico con l’Agenzia delle Dogane.
Come funziona l’accesso al nuovo Intr@web
L’accesso ai nuovi servizi avviene esclusivamente attraverso l’area riservata del sito istituzionale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con autenticazione tramite SPID, CNS (la Carta nazionale dei servizi) o CIE (la Carta d’identità elettronica). Una volta effettuato l’accesso, il percorso da seguire nel portale prevede di raggiungere la sezione dedicata ai servizi “Interattivi”, selezionare l’area “Dogane” e aprire quindi la sezione “Dichiarazione Intra”, fino ad arrivare al pulsante “Accedi al servizio”.
Nella stessa pagina sono presenti due pulsanti distinti, ed è importante non confonderli: “Accedi al servizio in addestramento” consente di effettuare simulazioni di compilazione e invio senza che la trasmissione produca effetti reali, mentre “Accedi al servizio” è il percorso riservato all’invio effettivo degli elenchi. La distinzione assume particolare rilievo nelle prime settimane dopo il 14 ottobre 2026, perché permette agli operatori di prendere confidenza con la nuova interfaccia prima di utilizzarla per le trasmissioni ufficiali, riducendo il rischio di errori nella fase di avvio.
Che cosa resta invariato nell’adempimento Intrastat
Vale la pena ricordare che la riforma riguarda esclusivamente lo strumento tecnico attraverso cui gli elenchi vengono compilati e trasmessi, non le regole sostanziali dell’adempimento. Restano quindi invariati i criteri che stabiliscono chi è tenuto a presentare gli elenchi, la periodicità mensile o trimestrale collegata al volume delle operazioni realizzate nei quattro trimestri precedenti e le scadenze di presentazione, fissate al 25esimo giorno del mese successivo al periodo di riferimento. Le imprese che oggi rientrano nell’obbligo Intrastat per le cessioni di beni, per gli acquisti intracomunitari o per i servizi resi e ricevuti con operatori di altri Paesi Ue continueranno a doverlo rispettare negli stessi termini, cambiando soltanto il canale attraverso cui adempiono.
Questo aspetto è importante perché evita un equivoco frequente quando l’Agenzia annuncia un cambio di piattaforma: non si tratta di un nuovo obbligo, ma dell’ammodernamento dello strumento con cui un obbligo già esistente viene assolto. Le imprese che oggi rispettano correttamente le scadenze Intrastat non devono quindi preoccuparsi di nuovi adempimenti sostanziali, ma soltanto di adeguare le proprie procedure operative al nuovo ambiente tecnico entro le date indicate.
Che cosa devono fare ora imprese e studi professionali
Per le imprese che compilano gli elenchi manualmente, l’adeguamento richiede soprattutto di prendere familiarità con la nuova interfaccia U2S non appena disponibile, magari sfruttando l’ambiente di addestramento prima delle prime trasmissioni ufficiali dopo il 14 ottobre 2026. Per chi trasmette tramite file scambi.cee o Csv, è opportuno verificare che i file prodotti dai propri sistemi rispettino i tracciati richiesti dalla nuova piattaforma.
Per le imprese strutturate e per gli studi che assistono clienti con elevati volumi di operazioni intracomunitarie, il compito più delicato riguarda invece i servizi S2S: prima del 4 novembre 2026 conviene contattare il fornitore del software gestionale per sapere se e quando rilascerà un aggiornamento compatibile con il nuovo standard di interscambio, evitando di ritrovarsi a ridosso della dismissione degli strumenti attuali senza un’alternativa operativa pronta. Chi gestisce oggi l’invio tramite il Servizio Telematico Doganale per finalità più ampie degli Intrastat farà bene a seguire con attenzione anche le comunicazioni dell’Agenzia sulla dismissione di quel servizio nel corso del 2027, per programmare per tempo l’eventuale passaggio ai nuovi canali.
Nel complesso, la riforma non va letta come un semplice cambio di veste grafica del portale doganale, ma come un ripensamento del processo con cui le imprese assolvono l’adempimento Intrastat. Chi si organizza già nei prossimi mesi, testando la nuova piattaforma e verificando la compatibilità dei propri sistemi, arriverà alla scadenza dell’8 febbraio 2027 senza le difficoltà operative che invece rischia chi rinvia l’adeguamento fino all’ultimo momento utile.